Scarica l'App ufficiale di Leghe FCO

Lista Calciatori

La lista degli ultimi movimenti (giocatori aggiunti alle liste ufficiali o rimossi)

Acquisti
  • Gli ultimi 25 giocatori inseriti nel database
  • A
    MENDY 0.0
    MENDY
    Cagliari (08-05-2026)
    4 K.
  • P
    GIACOMONE 0.0
    GIACOMONE
    Lazio (24-04-2026)
    1 K.
  • P
    PANNOZZO 0.0
    PANNOZZO
    Lazio (24-04-2026)
    1 K.
  • P
    SIVIERO 0.0
    SIVIERO
    Torino (10-02-2026)
    1 K.
  • A
    ARENA 0.0
    ARENA
    Roma (10-02-2026)
    1 K.
  • D
    RATERINK 0.0
    RATERINK
    Cagliari (04-02-2026)
    0 K.
  • D
    CARBONI 5.4
    CARBONI
    Parma (04-02-2026)
    4 K.
  • P
    BORGHI 0.0
    BORGHI
    Verona (04-02-2026)
    1 K.
  • C
    NGOM 0.0
    NGOM
    Lecce (04-02-2026)
    6 K.
  • C
    JOAO MARIO 6.3
    JOAO MARIO
    Bologna (04-02-2026)
    13 K.
  • C
    PRATI 6.0
    PRATI
    Torino (04-02-2026)
    13 K.
  • D
    MARIANUCCI 5.3
    MARIANUCCI
    Torino (04-02-2026)
    5 K.
  • C
    LOVRIC 6.6
    LOVRIC
    Verona (04-02-2026)
    10 K.
  • D
    HOLM 6.2
    HOLM
    Juventus (04-02-2026)
    13 K.
  • C
    MALEH 6.0
    MALEH
    Cremonese (04-02-2026)
    9 K.
  • A
    NZOLA 6.1
    NZOLA
    Sassuolo (04-02-2026)
    18 K.
  • C
    THORSBY 5.9
    THORSBY
    Cremonese (04-02-2026)
    13 K.
  • D
    MLACIC 0.0
    MLACIC
    Udinese (04-02-2026)
    6 K.
  • C
    BAKOLA 0.0
    BAKOLA
    Sassuolo (04-02-2026)
    6 K.
  • D
    GARCIA 0.0
    GARCIA
    Sassuolo (04-02-2026)
    10 K.
  • A
    ZARAGOZA 0.0
    ZARAGOZA
    Roma (04-02-2026)
    10 K.
  • D
    EDMUNDSSON 0.0
    EDMUNDSSON
    Verona (04-02-2026)
    6 K.
  • A
    SANTOS 0.0
    SANTOS
    Napoli (04-02-2026)
    20 K.
  • C
    LAHDO 0.0
    LAHDO
    Como (04-02-2026)
    2 K.
  • A
    BOWIE 0.0
    BOWIE
    Verona (04-02-2026)
    18 K.
Cessioni
  • Gli ultimi 25 giocatori rimossi dal database
  •  
    D
    ILIC 5.1
    ILIC
    Estero (04-04-2026)
    3 K.
  •  
    C
    DEMBELE 4.9
    DEMBELE
    Serie Minori (10-02-2026)
    2 K.
  •  
    P
    VASQUEZ 3.8
    VASQUEZ
    Estero (10-02-2026)
    1 K.
  •  
    D
    SCHUURS 6.1
    SCHUURS
    Estero (10-02-2026)
    4 K.
  •  
    A
    BUFFON 4.9
    BUFFON
    Serie Minori (04-02-2026)
    1 K.
  •  
    A
    SKJELLERUP 5.0
    SKJELLERUP
    Serie Minori (04-02-2026)
    1 K.
  •  
    D
    ODENTHAL 5.4
    ODENTHAL
    Serie Minori (04-02-2026)
    4 K.
  •  
    D
    LUSUARDI 5.6
    LUSUARDI
    Serie Minori (04-02-2026)
    5 K.
  •  
    D
    PAZ 5.0
    PAZ
    Serie Minori (04-02-2026)
    4 K.
  •  
    A
    CUTRONE 6.1
    CUTRONE
    Serie Minori (04-02-2026)
    14 K.
  •  
    A
    PIERINI 5.7
    PIERINI
    Serie Minori (04-02-2026)
    9 K.
  •  
    D
    MASINA 5.7
    MASINA
    Estero (04-02-2026)
    6 K.
  •  
    C
    VECINO 6.0
    VECINO
    Estero (04-02-2026)
    11 K.
  •  
    D
    KOUASSI 5.8
    KOUASSI
    Estero (04-02-2026)
    5 K.
  •  
    C
    GRONBAEK 6.2
    GRONBAEK
    Estero (04-02-2026)
    10 K.
  •  
    C
    RUI MODESTO 5.6
    RUI MODESTO
    Serie Minori (04-02-2026)
    6 K.
  •  
    A
    BENEDYCZAK 5.6
    BENEDYCZAK
    Estero (04-02-2026)
    10 K.
  •  
    A
    MORENTE 6.1
    MORENTE
    Estero (04-02-2026)
    14 K.
  •  
    C
    PIERRET 6.0
    PIERRET
    Estero (04-02-2026)
    6 K.
  •  
    D
    GOGLICHIDZE 5.9
    GOGLICHIDZE
    Estero (04-02-2026)
    6 K.
  •  
    A
    NGONGE 6.1
    NGONGE
    Estero (04-02-2026)
    14 K.
  •  
    C
    ROUHI 5.3
    ROUHI
    Serie Minori (04-02-2026)
    2 K.
  •  
    A
    LOOKMAN 6.9
    LOOKMAN
    Estero (04-02-2026)
    31 K.
  •  
    A
    AMBROSINO 0.0
    AMBROSINO
    Serie Minori (04-02-2026)
    1 K.
  •  
    A
    JOHNSEN 5.5
    JOHNSEN
    Serie Minori (04-02-2026)
    9 K.
Calciomercato
  • Le ultime notizie di calciomercato
  • C
    DIMARCO 7.5

    DIMARCO

    Dimarco: "Io MVP? Un orgoglio, lo dedico a chi mi ha dato per finito"

    29-05-2026 13:53

    Federico Dimarco è l'MP della Serie A. Una stagione clamorosa chiusa con 7 gol e 17 assist in campionato, uno scudetto ed una Coppa Italia in bacheca. Il terzino dell'Inter ha parlato ai microfoni di Sky Sport dove ha commentato il momento. Le parole di Dimarco "Fa un bell'effetto, anche perché di solito questi premi qui li vincono gli attaccanti. Vincerlo da esterno di centrocampo è qualcosa di incredibile, essere il primo italiano a conquistare questo premio mi riempie di orgoglio, faccio fatica anche a descrivere cosa ho provato, quando sono venuto a saperlo sono esploso di gioia, non me l'aspettavo ed è stato il frutto del lavoro fatto in questi anni". Una dedica: "Mi piacerebbe veramente dedicarlo a chi mi ha detto che ero finito alla fine dell'anno scorso. Posso fare esempio: c'è chi diceva che dovevo essere venduto, chi diceva che non reggevo più di 35 minuti, che non sapevo difendere. Quando certe cose le leggi fanno male, ma la verità è che cerco sempre di dare il mio massimo, a volte non fai la prestazione che vorresti, ma quello che posso dire è che quando entro in campo con questa maglia do più del 100%". Se il double cancella le sofferenze del passato: "Non è che le cancella, cerca un po' di ripararle. Perdere la finale di Champions, arrivando in fondo a giocarsi tutto... Non è stato facile ripartire, lascia delle incredibile. Questo è stato l'anno della ripartenza, abbiamo tirato fuori qualcosa di incredibile, tutto parte dalla squadra, dal mister, dallo staff. Chivu ci ha tirato su il morale, è stato importante a inizio stagione. Già dal Mondiale per Club mi ha detto subito parole forti, sapeva che avevo bisogno di ritrovare la fiducia che avevo perso e devo dire che piano, piano, sono riuscito a ritrovarla e a fare questa stagione qua. Adesso che è finito tutto, ti dico che fa veramente piacere fare 18 assist, non me lo aspettavo". Sul più bello: "Quello con il Torino lo metto al secondo posto, al terzo ci metto quello per Pio perché fatto in un momento delicato e importante, mentre al primo posto c'è quello fatto a Bonny contro la Lazio in casa". Sui complimenti di Mancini: "Mi ha fatto esordire all'Inter e in Nazionale. È stato il primo vero allenatore che ho avuto in carriera, mi ha fatto un regalo immenso". Sulle parole di Bonazzoli: "Ero talmente piccolo quando ho iniziato all'Inter che, aver fatto tutta la trafila... Al di là dei complimenti, mi fa piacere che mi ricordano per la persone che sono". Sull'avere gente crescita nell'Inter: "Tornare è bello, ma quando lo fai, per rimanere all'Inter, devi stare sempre a un livello altissimo. Non so neanche quanto bene voglio a Pio, per il ragazzo che è, ma anche per come si è posto. La stessa cosa vale per chi tornerà anno prossimo come magari Ale Stankovic, lo spero... Lo portavo al campo a 17 anni, è un piccolo fratellino. Pio può fare ancora meglio, diventerà fortissimo, l'ha già dimostrato e per Ale è la stessa cosa se avrà la bravura di resterà qua". Su Juric: "Per me è stato importante, all'inizio con lui non giocavo, ma piano, piano con il lavoro mi ha fatto crescere come giocatore e come uomo". Sulla Champions: "Aver fatto due finali in 4 anni è frutto del lavoro, non mi piace fare promesse e dire che possiamo vincere la Champions l'anno prossimo, ma cercheremo di fare il massimo per andare avanti il più possibile". Se è il momento più bello della sua vita: "Sì, abbiamo fatto una stagione incredibile, abbiamo vinto 2 trofei, io e mia moglie aspettiamo un altro bambino... Siamo felicissimi".
  • A
    KEAN 7.4

    KEAN

    Serie A, chi ha sprecato più chiare occasioni da gol? Kean il peggiore di tutti

    29-05-2026 12:05

    Chi spreca più big chance da gol in Serie A? Un dato importante, perché ha riflessi diretti anche sul Fantacalcio. A fine campionato il più 'sciupacchione' resta Kean della Fiorentina, nonostante le diverse partite saltate per infortunio: scopriamo insieme i peggiori in questo dato. Giocatori con più chance sprecate a fine campionato
  • A
    ORSOLINI 6.9

    ORSOLINI

    Serie A, chi ha colpito più pali e traverse? Orsolini principe della sfortuna

    29-05-2026 10:00

    Chi ha preso più pali e traverse in campionato? Un dato che spesso fa infuriare i fantallenatori, alla pari dei giocatori e dei tecnici di Serie A. A fine campionato in vetta troviamo Orsolini del Bologna: scopriamo chi c'è nei primi posti. Top giocatori per pali e traverse a fine campionato
  • D
    MANCINI 6.7

    MANCINI

    Italia, Mancini e Conte in corsa per la panchina azzurra: la situazione

    29-05-2026 09:29

    L'accordo tra il Napoli e Allegri cancella un nome dalla lista dei possibili successori di Gennaro Gattuso sulla panchina della Nazionale. Il tecnico livornese era uno dei papabili per il ruolo di commissario tecnico, ma alla fine continuerà ad allenare in Serie A con l'obiettivo di riscattarsi all'ombra del Vesuvio. Italia, Conte e Mancini in pole per il ruolo di ct A questo punto la corsa per la panchina azzurra è a due: a giocarsi il posto di commissario tecnico sono Antonio Conte e Roberto Mancini. Il primo si è appena liberato proprio dal Napoli dopo due stagioni, il secondo è reduce dalla vittoria del campionato in Qatar alla guida dell'Al Sadd. Occhio, inevitabilmente, anche all'aspetto economico: Conte costerebbe di più, ma chissà che non possa ripetersi quanto accaduto nel 2014, quando un gruppo di sponsor sostenne la FIGC per pagare l'ingaggio del tecnico leccese.
  • C
    DIMARCO 7.5

    DIMARCO

    Serie A, chi ha effettuato più assist? Re Dimarco, coppia insolita alle sue spalle

    29-05-2026 09:04

    Chi ha effettuato più assist in Serie A? Il dato a fine campionato è molto interessante: alle spalle dell'inarrivabile Dimarco c'è l'insolita coppia Barella - Laurienté: scopriamo insieme le prime posizioni. Classifica assist Serie A: i migliori a fine campionato
  • A
    VLAHOVIC 6.9

    VLAHOVIC

    Juventus, torna di moda Mateta per l'attacco

    29-05-2026 07:42

    In attesa di capire quale sarà il futuro di Dusan Vlahovic - il cui contratto è in scadenza - la Juventus si guarda intorno per rinforzare il reparto offensivo. Calciomercato Juventus, torna di moda Mateta Corteggiato a gennaio e protagonista in Conference League col Crystal Palace, Jean-Philippe Mateta è tornato nel mirino della Juventus. Il possente centravanti classe '97 era stato trattato in inverno dal Milan, ma è poi rimasto in Inghilterra a causa di un ginocchio destro che non convinceva il club rossonero. Effettivamente l'ex Magonza è rimasto fermo ai box fino a metà marzo, ma una volta tornato in campo ha fornito il suo importante contributo. E non c'è solo Mateta nel mirino della Juventus che pensa nuovamente a Randal Kolo Muani a prescindere da quello che sarà il futuro di Vlahovic.
  • A
    BERARDI 7.2

    BERARDI

    Caccia al gol: da Lautaro a Hojlund, l'analisi dei cannonieri della Serie A 25/26

    29-05-2026 07:00

    Exploit inattesi, centravanti dominanti e nuove stelle già protagoniste del presente. Raccontiamo la Serie A Enilive 2025/26 attraverso i suoi bomber: meno prolificità assoluta rispetto al passato, ma una ricchezza di interpreti e stili che ha reso la corsa al gol imprevedibile fino all’ultima giornata. A governare tutti, ancora una volta, è stato Lautaro Martinez. Dietro il capitano dell’Inter, però, si è acceso un mosaico fatto di storie profondamente diverse: l’impatto devastante di Donyell Malen a stagione in corso, la consacrazione di Douvikas col Como, il peso specifico dei gol-salvezza di Pellegrino e la riscossa dei giovani guidati da Kenan Yildiz. Analizziamoli tutti, dal sito della Lega Serie A. Lautaro Martinez, il capitano che entra nella leggenda Lautaro Martinez ha trascinato l’Inter al 21° Scudetto della propria storia conquistando per la seconda volta in carriera il titolo di capocannoniere della Serie A, oltre al premio di Best Striker 2025/26. I suoi 17 gol rappresentano però anche un dato storico: mai, nell’era della Serie A a 20 squadre e dei tre punti a vittoria, il miglior marcatore del campionato aveva chiuso con un bottino così basso. Per trovare un capocannoniere con meno reti bisogna tornare addirittura al 1987/88, quando Diego Armando Maradona vinse la classifica marcatori con 15 gol in una Serie A ancora a 16 squadre. Nel nuovo millennio, la quota minima era stata invece quella dei 21 centri di Alessandro Del Piero nel 2007/08. Lautaro ha dominato il campionato per peso specifico delle sue giocate: 17 gol e 6 assist in 29 presenze, con il primato di ben 10 reti che hanno sbloccato il risultato in favore dell’Inter e indirizzato vittorie pesantissime nella corsa Scudetto. Il capitano nerazzurro ha confermato il proprio repertorio da attaccante totale: otto gol di destro, cinque di sinistro e quattro di testa, tutti arrivati dentro l’area: addirittura 10 reti di movimento su 13 sono arrivate di prima battuta, marchio di fabbrica del “Toro” e della sua ferocia sotto porta. I sei assist rappresentano inoltre il miglior dato della sua carriera interista. È stata anche la stagione che lo ha proiettato ancora più profondamente nella storia del club nerazzurro: Lautaro ha superato Roberto Boninsegna nella classifica marcatori all-time dell’Inter in tutte le competizioni, diventando il terzo miglior realizzatore della storia interista con 175 gol. Malen, l’uragano che ha ribaltato la Roma Se Lautaro ha governato il torneo, Donyell Malen lo ha sconvolto. Arrivato alla Roma nel mercato invernale, l’olandese ha avuto un impatto semplicemente devastante: 14 gol in 18 presenze, numeri da capogiro che hanno cambiato il volto dell’attacco giallorosso. Da quando esiste il mercato invernale, nessuno aveva mai segnato così tanto in Serie A dopo un trasferimento di gennaio. Superato il record di Mario Balotelli, fermo a 12 reti col Milan nel 2012/13. Tra i giocatori con meno di 20 presenze nell’era dei tre punti, soltanto Ronaldo (14 in 19) nel 1998/99 e Ibrahimovic (15 in 19 nel 2020/21) hanno mantenuto una media realizzativa paragonabile. L’impressione è stata quella di un attaccante capace di alterare gli equilibri delle partite da solo: accelerazioni brucianti, conduzioni in campo aperto, senso della porta e una qualità tecnica rarissima ad alta velocità. Malen ha trasformato la profondità in un’arma letale per la Roma di Gasperini. Anche le statistiche avanzate certificano un rendimento fuori scala: un gol ogni cinque tiri tentati e una media di 0.78 reti a partita, la migliore del campionato. A rendere ancora più impressionante il suo impatto c’è poi la capacità di monopolizzare le partite: quattro marcature multiple, più di chiunque altro in Serie A. Douvikas e il Como delle meraviglie Alle spalle di Lautaro e a pari gol con Malen, la più importante rivelazione della stagione si chiama Tasos Douvikas. Con 14 reti, il centravanti greco classe 99’ ha trascinato il Como verso una storica qualificazione in Champions League, diventando il secondo miglior marcatore greco nella storia della Serie A dietro soltanto a Zisis Vryzas. Dopo una prima stagione in riva al lago da comprimario, Douvikas ha compiuto un salto verticale, incarnando perfettamente il calcio offensivo e aggressivo richiesto da Fabregas. Pressing continuo, attacchi alla profondità, lavoro sporco e grande cinismo dentro l’area: il greco è diventato il punto di riferimento offensivo di una delle squadre più spettacolari del campionato. Nel 2026 solo Malen ha segnato più di lui. I suoi 10 gol nel nuovo anno solare hanno sospinto la straordinaria rincorsa europea dei lariani. I numeri raccontano un attaccante chirurgico: un rendimento superiore agli expected goals prodotti - 13 gol su azione a fronte di 10.61 xG - e 14 reti complessive a fronte di appena 31 tiri nello specchio. Thuram, l’uomo della volata Scudetto Marcus Thuram si è preso in carico l’Inter nel periodo di massima pressione, accendendo il motore nel momento decisivo della stagione nerazzurra. Dopo il derby perso contro il Milan e i pareggi contro Atalanta e Fiorentina, l’attaccante francese si è preso sulle spalle il peso offensivo della squadra di Chivu: sei gol e due assist nelle cinque partite che hanno definitivamente indirizzato il campionato. Dalla vittoria sulla Roma fino al match point col Parma, Thuram è stato devastante. 9 dei suoi tredici gol stagionali sono arrivati nel 2026, con un aprile da protagonista assoluto. Grazie alla sua continuità realizzativa, è diventato il secondo giocatore europeo dell’Inter nell’era dei tre punti a trovare il gol in almeno cinque presenze consecutive di Serie A, dopo Christian Vieri. Thuram è entrato inoltre in una cerchia ristrettissima di attaccanti europei capaci di segnare almeno 13 reti in ciascuna delle ultime tre stagioni nei top cinque campionati. Højlund, il centravanti totale del Napoli Il ritorno in Serie A di Rasmus Højlund ha definitivamente consacrato il centravanti danese. Con 12 reti, l’ex Atalanta ha firmato il miglior campionato della sua carriera diventando il riferimento offensivo assoluto del Napoli. Conte ne ha fatto il perno di un attacco dinamico e verticale, valorizzando la sua capacità di alternare gioco spalle alla porta, attacco della profondità e lavoro per la squadra. Nessun giocatore ha inciso quanto lui in termini di punti portati alla propria squadra: ben 16 punti conquistati direttamente grazie ai suoi gol. Tutte le reti sono arrivate dentro l’area, distribuite con equilibrio quasi perfetto tra destro, sinistro, colpi di testa e rigori, fotografia ideale di un centravanti moderno e completo. Simeone, Pellegrino e Davis: il peso dei gol in provincia Tra le storie più affascinanti del campionato ci sono quelle degli attaccanti che hanno combattuto nelle zone più complicate della classifica. Giovanni Simeone (11) ha tenuto il Torino fuori dalle zone più complicate della classifica con la quinta stagione in doppia cifra della sua carriera in Serie A. Decisivo soprattutto al Grande Torino con D’Aversa in panchina, dove è diventato il primo giocatore granata dopo Marco Ferrante a segnare in cinque gare casalinghe consecutive. Nel gioco aereo il “Cholito” resta una certezza assoluta: dal suo esordio in massima serie (2016/17), soltanto Zapata, Pavoletti e Lautaro hanno segnato più gol di testa di lui (21). Mateo Pellegrino ha dominato il gioco aereo come nessun altro attaccante della Serie A. Le sue sei reti di testa rappresentano il miglior dato stagionale del campionato e il record del Parma da quasi vent’anni a questa parte. Ancora più impressionante la percentuale: otto dei suoi dodici gol complessivi in Italia sono arrivati di testa, il 67%, un primato tra gli attaccanti andati in doppia cifra in Serie A dal 2004/05. L’argentino ha inciso in maniera rilevante sulla salvezza ducale, partecipando da solo al 32% delle reti del Parma (nove su ventotto) e trascinando la squadra nei momenti più delicati della stagione. Non a caso, con i suoi gol ha portato ben 13 punti ai crociati, secondo miglior dato del torneo. Ma il peso specifico di Pellegrino va oltre le marcature: è stato il primo “difensore offensivo” del Parma, il simbolo di una squadra che si è aggrappata alla sua fisicità per risalire il campo, respirare e resistere. Il primato stagionale per falli commessi (87) racconta perfettamente il suo modo feroce di stare dentro la partita. Pellegrino è il giocatore che ha ingaggiato più duelli aerei in tutta la Serie A, fungendo sia da terminale offensivo ma anche da primo argine difensivo della squadra di Cuesta. Anche Keinan Davis ha lasciato un segno profondo nella stagione dell’Udinese. Runjaić gli ha cucito addosso un calcio fatto di transizioni, campo aperto e duelli fisici, e l’inglese ha risposto con 10 reti, entrando in un club ristretto: appena il quarto calciatore inglese capace di raggiungere la doppia cifra in una stagione di Serie A. Azzurri a quota 10 Bonazzoli, Scamacca e Orsolini condividono il primato tricolore del torneo con 10 reti a testa. Federico Bonazzoli ha chiuso la stagione come miglior marcatore della Cremonese, provando fino all’ultimo a trascinare i grigiorossi verso la salvezza. La stagione dell’ex Inter si è aperta con una spettacolare rovesciata a San Siro contro il Milan, eletta Iliad Goal of The Month di agosto, ed è proseguita tra giocate estemporanee e una presa di responsabilità totale sulle spalle. Bonazzoli è stato contemporaneamente finalizzatore, sfogo offensivo e punto d’appoggio della Cremonese, tanto da diventare il terzo giocatore per falli subiti (80) nel torneo. Gianluca Scamacca ha chiuso come miglior bomber dell’Atalanta pur giocando soltanto 24 partite e poco più di 1300 minuti. Tre doppiette e una tendenza ormai consolidata alle marcature multiple: dalla sua prima stagione in Serie A, tra gli italiani soltanto Domenico Berardi ha realizzato più doppiette o triplette di lui (nove). Riccardo Orsolini, invece, continua a essere una delle certezze più solide del calcio italiano. Con il Bologna ha raggiunto la doppia cifra per la quarta stagione consecutiva, risultato riuscito soltanto a Marco Di Vaio nella storia moderna rossoblù. Laurienté, Jesús Rodríguez e gli attaccanti che creano Non solo finalizzatori. La Serie A Enilive 2025/26 ha fatto emergere anche gli attaccanti capaci di generare gioco. Armand Laurienté e Jesús Rodríguez hanno guidato la classifica assist tra gli attaccanti con nove passaggi vincenti a testa, solo Dimarco ha fatto meglio nell’intero campionato. Laurienté ha partecipato a 16 reti del Sassuolo, diventando insieme a Dimarco uno dei soli due giocatori del torneo con almeno sette gol e sette assist. Il francese è stato anche autore anche della quarta top performance realizzativa del campionato, con uno scarto positivo gol segnati ed expected goals di +3,73. Jesús Rodríguez ha invece illuminato il Como con qualità, fantasia e rifiniture continue, chiudendo come miglior giovane del torneo per contributi offensivi (11) dopo Kenan Yildiz. Yildiz e Pio Esposito, il futuro è già qui Kenan Yildiz ha confermato di essere uno dei talenti offensivi più elettrici del calcio europeo. Dieci gol e sei assist per il numero 10 della Juventus, primo straniero Under 21 della storia bianconera a raggiungere la doppia cifra in Serie A. Più che un centravanti classico, Yildiz è un creatore di calcio continuo. Nessuno ha tentato più dribbling di lui in campionato: 153, quasi cinque a partita, con picchi impressionanti come gli undici tentati contro il Cagliari. La stellina turca ha messo in mostra una capacità unica di accendere il gioco tra le linee, come dimostra il secondo dato del torneo per passaggi chiave (69). Dietro di lui si è preso spazio anche Francesco Pio Esposito, autore di 10 contributi offensivi (sette gol e tre assist) al primo vero impatto col massimo campionato italiano, confermando di avere tutto per diventare uno dei prossimi riferimenti offensivi dell’Inter e del calcio italiano. Tra gli esordienti si è imposto per certi versi anche Christopher Nkunku. L’attaccante del Milan ha chiuso il campionato con cinque reti su rigore, diventando appena il secondo giocatore rossonero negli ultimi dieci anni di Serie A a raggiungere almeno cinque gol dal dischetto in una singola stagione. Insieme a Vlasic, Nkunku è stato il rigorista più efficace del torneo, impeccabile nei momenti di maggiore pressione. In casa Milan si è distinto anche Rafael Leão: i suoi tre gol da fuori area rappresentano il miglior dato tra gli attaccanti della Serie A, condiviso con Jens Odgaard del Bologna.
  • A
    ZAPATA 6.9

    ZAPATA

    Caccia al gol: da Lautaro a Hojlund, l'analisi dei cannonieri della Serie A 25/26

    29-05-2026 07:00

    Exploit inattesi, centravanti dominanti e nuove stelle già protagoniste del presente. Raccontiamo la Serie A Enilive 2025/26 attraverso i suoi bomber: meno prolificità assoluta rispetto al passato, ma una ricchezza di interpreti e stili che ha reso la corsa al gol imprevedibile fino all’ultima giornata. A governare tutti, ancora una volta, è stato Lautaro Martinez. Dietro il capitano dell’Inter, però, si è acceso un mosaico fatto di storie profondamente diverse: l’impatto devastante di Donyell Malen a stagione in corso, la consacrazione di Douvikas col Como, il peso specifico dei gol-salvezza di Pellegrino e la riscossa dei giovani guidati da Kenan Yildiz. Analizziamoli tutti, dal sito della Lega Serie A. Lautaro Martinez, il capitano che entra nella leggenda Lautaro Martinez ha trascinato l’Inter al 21° Scudetto della propria storia conquistando per la seconda volta in carriera il titolo di capocannoniere della Serie A, oltre al premio di Best Striker 2025/26. I suoi 17 gol rappresentano però anche un dato storico: mai, nell’era della Serie A a 20 squadre e dei tre punti a vittoria, il miglior marcatore del campionato aveva chiuso con un bottino così basso. Per trovare un capocannoniere con meno reti bisogna tornare addirittura al 1987/88, quando Diego Armando Maradona vinse la classifica marcatori con 15 gol in una Serie A ancora a 16 squadre. Nel nuovo millennio, la quota minima era stata invece quella dei 21 centri di Alessandro Del Piero nel 2007/08. Lautaro ha dominato il campionato per peso specifico delle sue giocate: 17 gol e 6 assist in 29 presenze, con il primato di ben 10 reti che hanno sbloccato il risultato in favore dell’Inter e indirizzato vittorie pesantissime nella corsa Scudetto. Il capitano nerazzurro ha confermato il proprio repertorio da attaccante totale: otto gol di destro, cinque di sinistro e quattro di testa, tutti arrivati dentro l’area: addirittura 10 reti di movimento su 13 sono arrivate di prima battuta, marchio di fabbrica del “Toro” e della sua ferocia sotto porta. I sei assist rappresentano inoltre il miglior dato della sua carriera interista. È stata anche la stagione che lo ha proiettato ancora più profondamente nella storia del club nerazzurro: Lautaro ha superato Roberto Boninsegna nella classifica marcatori all-time dell’Inter in tutte le competizioni, diventando il terzo miglior realizzatore della storia interista con 175 gol. Malen, l’uragano che ha ribaltato la Roma Se Lautaro ha governato il torneo, Donyell Malen lo ha sconvolto. Arrivato alla Roma nel mercato invernale, l’olandese ha avuto un impatto semplicemente devastante: 14 gol in 18 presenze, numeri da capogiro che hanno cambiato il volto dell’attacco giallorosso. Da quando esiste il mercato invernale, nessuno aveva mai segnato così tanto in Serie A dopo un trasferimento di gennaio. Superato il record di Mario Balotelli, fermo a 12 reti col Milan nel 2012/13. Tra i giocatori con meno di 20 presenze nell’era dei tre punti, soltanto Ronaldo (14 in 19) nel 1998/99 e Ibrahimovic (15 in 19 nel 2020/21) hanno mantenuto una media realizzativa paragonabile. L’impressione è stata quella di un attaccante capace di alterare gli equilibri delle partite da solo: accelerazioni brucianti, conduzioni in campo aperto, senso della porta e una qualità tecnica rarissima ad alta velocità. Malen ha trasformato la profondità in un’arma letale per la Roma di Gasperini. Anche le statistiche avanzate certificano un rendimento fuori scala: un gol ogni cinque tiri tentati e una media di 0.78 reti a partita, la migliore del campionato. A rendere ancora più impressionante il suo impatto c’è poi la capacità di monopolizzare le partite: quattro marcature multiple, più di chiunque altro in Serie A. Douvikas e il Como delle meraviglie Alle spalle di Lautaro e a pari gol con Malen, la più importante rivelazione della stagione si chiama Tasos Douvikas. Con 14 reti, il centravanti greco classe 99’ ha trascinato il Como verso una storica qualificazione in Champions League, diventando il secondo miglior marcatore greco nella storia della Serie A dietro soltanto a Zisis Vryzas. Dopo una prima stagione in riva al lago da comprimario, Douvikas ha compiuto un salto verticale, incarnando perfettamente il calcio offensivo e aggressivo richiesto da Fabregas. Pressing continuo, attacchi alla profondità, lavoro sporco e grande cinismo dentro l’area: il greco è diventato il punto di riferimento offensivo di una delle squadre più spettacolari del campionato. Nel 2026 solo Malen ha segnato più di lui. I suoi 10 gol nel nuovo anno solare hanno sospinto la straordinaria rincorsa europea dei lariani. I numeri raccontano un attaccante chirurgico: un rendimento superiore agli expected goals prodotti - 13 gol su azione a fronte di 10.61 xG - e 14 reti complessive a fronte di appena 31 tiri nello specchio. Thuram, l’uomo della volata Scudetto Marcus Thuram si è preso in carico l’Inter nel periodo di massima pressione, accendendo il motore nel momento decisivo della stagione nerazzurra. Dopo il derby perso contro il Milan e i pareggi contro Atalanta e Fiorentina, l’attaccante francese si è preso sulle spalle il peso offensivo della squadra di Chivu: sei gol e due assist nelle cinque partite che hanno definitivamente indirizzato il campionato. Dalla vittoria sulla Roma fino al match point col Parma, Thuram è stato devastante. 9 dei suoi tredici gol stagionali sono arrivati nel 2026, con un aprile da protagonista assoluto. Grazie alla sua continuità realizzativa, è diventato il secondo giocatore europeo dell’Inter nell’era dei tre punti a trovare il gol in almeno cinque presenze consecutive di Serie A, dopo Christian Vieri. Thuram è entrato inoltre in una cerchia ristrettissima di attaccanti europei capaci di segnare almeno 13 reti in ciascuna delle ultime tre stagioni nei top cinque campionati. Højlund, il centravanti totale del Napoli Il ritorno in Serie A di Rasmus Højlund ha definitivamente consacrato il centravanti danese. Con 12 reti, l’ex Atalanta ha firmato il miglior campionato della sua carriera diventando il riferimento offensivo assoluto del Napoli. Conte ne ha fatto il perno di un attacco dinamico e verticale, valorizzando la sua capacità di alternare gioco spalle alla porta, attacco della profondità e lavoro per la squadra. Nessun giocatore ha inciso quanto lui in termini di punti portati alla propria squadra: ben 16 punti conquistati direttamente grazie ai suoi gol. Tutte le reti sono arrivate dentro l’area, distribuite con equilibrio quasi perfetto tra destro, sinistro, colpi di testa e rigori, fotografia ideale di un centravanti moderno e completo. Simeone, Pellegrino e Davis: il peso dei gol in provincia Tra le storie più affascinanti del campionato ci sono quelle degli attaccanti che hanno combattuto nelle zone più complicate della classifica. Giovanni Simeone (11) ha tenuto il Torino fuori dalle zone più complicate della classifica con la quinta stagione in doppia cifra della sua carriera in Serie A. Decisivo soprattutto al Grande Torino con D’Aversa in panchina, dove è diventato il primo giocatore granata dopo Marco Ferrante a segnare in cinque gare casalinghe consecutive. Nel gioco aereo il “Cholito” resta una certezza assoluta: dal suo esordio in massima serie (2016/17), soltanto Zapata, Pavoletti e Lautaro hanno segnato più gol di testa di lui (21). Mateo Pellegrino ha dominato il gioco aereo come nessun altro attaccante della Serie A. Le sue sei reti di testa rappresentano il miglior dato stagionale del campionato e il record del Parma da quasi vent’anni a questa parte. Ancora più impressionante la percentuale: otto dei suoi dodici gol complessivi in Italia sono arrivati di testa, il 67%, un primato tra gli attaccanti andati in doppia cifra in Serie A dal 2004/05. L’argentino ha inciso in maniera rilevante sulla salvezza ducale, partecipando da solo al 32% delle reti del Parma (nove su ventotto) e trascinando la squadra nei momenti più delicati della stagione. Non a caso, con i suoi gol ha portato ben 13 punti ai crociati, secondo miglior dato del torneo. Ma il peso specifico di Pellegrino va oltre le marcature: è stato il primo “difensore offensivo” del Parma, il simbolo di una squadra che si è aggrappata alla sua fisicità per risalire il campo, respirare e resistere. Il primato stagionale per falli commessi (87) racconta perfettamente il suo modo feroce di stare dentro la partita. Pellegrino è il giocatore che ha ingaggiato più duelli aerei in tutta la Serie A, fungendo sia da terminale offensivo ma anche da primo argine difensivo della squadra di Cuesta. Anche Keinan Davis ha lasciato un segno profondo nella stagione dell’Udinese. Runjaić gli ha cucito addosso un calcio fatto di transizioni, campo aperto e duelli fisici, e l’inglese ha risposto con 10 reti, entrando in un club ristretto: appena il quarto calciatore inglese capace di raggiungere la doppia cifra in una stagione di Serie A. Azzurri a quota 10 Bonazzoli, Scamacca e Orsolini condividono il primato tricolore del torneo con 10 reti a testa. Federico Bonazzoli ha chiuso la stagione come miglior marcatore della Cremonese, provando fino all’ultimo a trascinare i grigiorossi verso la salvezza. La stagione dell’ex Inter si è aperta con una spettacolare rovesciata a San Siro contro il Milan, eletta Iliad Goal of The Month di agosto, ed è proseguita tra giocate estemporanee e una presa di responsabilità totale sulle spalle. Bonazzoli è stato contemporaneamente finalizzatore, sfogo offensivo e punto d’appoggio della Cremonese, tanto da diventare il terzo giocatore per falli subiti (80) nel torneo. Gianluca Scamacca ha chiuso come miglior bomber dell’Atalanta pur giocando soltanto 24 partite e poco più di 1300 minuti. Tre doppiette e una tendenza ormai consolidata alle marcature multiple: dalla sua prima stagione in Serie A, tra gli italiani soltanto Domenico Berardi ha realizzato più doppiette o triplette di lui (nove). Riccardo Orsolini, invece, continua a essere una delle certezze più solide del calcio italiano. Con il Bologna ha raggiunto la doppia cifra per la quarta stagione consecutiva, risultato riuscito soltanto a Marco Di Vaio nella storia moderna rossoblù. Laurienté, Jesús Rodríguez e gli attaccanti che creano Non solo finalizzatori. La Serie A Enilive 2025/26 ha fatto emergere anche gli attaccanti capaci di generare gioco. Armand Laurienté e Jesús Rodríguez hanno guidato la classifica assist tra gli attaccanti con nove passaggi vincenti a testa, solo Dimarco ha fatto meglio nell’intero campionato. Laurienté ha partecipato a 16 reti del Sassuolo, diventando insieme a Dimarco uno dei soli due giocatori del torneo con almeno sette gol e sette assist. Il francese è stato anche autore anche della quarta top performance realizzativa del campionato, con uno scarto positivo gol segnati ed expected goals di +3,73. Jesús Rodríguez ha invece illuminato il Como con qualità, fantasia e rifiniture continue, chiudendo come miglior giovane del torneo per contributi offensivi (11) dopo Kenan Yildiz. Yildiz e Pio Esposito, il futuro è già qui Kenan Yildiz ha confermato di essere uno dei talenti offensivi più elettrici del calcio europeo. Dieci gol e sei assist per il numero 10 della Juventus, primo straniero Under 21 della storia bianconera a raggiungere la doppia cifra in Serie A. Più che un centravanti classico, Yildiz è un creatore di calcio continuo. Nessuno ha tentato più dribbling di lui in campionato: 153, quasi cinque a partita, con picchi impressionanti come gli undici tentati contro il Cagliari. La stellina turca ha messo in mostra una capacità unica di accendere il gioco tra le linee, come dimostra il secondo dato del torneo per passaggi chiave (69). Dietro di lui si è preso spazio anche Francesco Pio Esposito, autore di 10 contributi offensivi (sette gol e tre assist) al primo vero impatto col massimo campionato italiano, confermando di avere tutto per diventare uno dei prossimi riferimenti offensivi dell’Inter e del calcio italiano. Tra gli esordienti si è imposto per certi versi anche Christopher Nkunku. L’attaccante del Milan ha chiuso il campionato con cinque reti su rigore, diventando appena il secondo giocatore rossonero negli ultimi dieci anni di Serie A a raggiungere almeno cinque gol dal dischetto in una singola stagione. Insieme a Vlasic, Nkunku è stato il rigorista più efficace del torneo, impeccabile nei momenti di maggiore pressione. In casa Milan si è distinto anche Rafael Leão: i suoi tre gol da fuori area rappresentano il miglior dato tra gli attaccanti della Serie A, condiviso con Jens Odgaard del Bologna.
  • A
    PAVOLETTI 5.7

    PAVOLETTI

    Caccia al gol: da Lautaro a Hojlund, l'analisi dei cannonieri della Serie A 25/26

    29-05-2026 07:00

    Exploit inattesi, centravanti dominanti e nuove stelle già protagoniste del presente. Raccontiamo la Serie A Enilive 2025/26 attraverso i suoi bomber: meno prolificità assoluta rispetto al passato, ma una ricchezza di interpreti e stili che ha reso la corsa al gol imprevedibile fino all’ultima giornata. A governare tutti, ancora una volta, è stato Lautaro Martinez. Dietro il capitano dell’Inter, però, si è acceso un mosaico fatto di storie profondamente diverse: l’impatto devastante di Donyell Malen a stagione in corso, la consacrazione di Douvikas col Como, il peso specifico dei gol-salvezza di Pellegrino e la riscossa dei giovani guidati da Kenan Yildiz. Analizziamoli tutti, dal sito della Lega Serie A. Lautaro Martinez, il capitano che entra nella leggenda Lautaro Martinez ha trascinato l’Inter al 21° Scudetto della propria storia conquistando per la seconda volta in carriera il titolo di capocannoniere della Serie A, oltre al premio di Best Striker 2025/26. I suoi 17 gol rappresentano però anche un dato storico: mai, nell’era della Serie A a 20 squadre e dei tre punti a vittoria, il miglior marcatore del campionato aveva chiuso con un bottino così basso. Per trovare un capocannoniere con meno reti bisogna tornare addirittura al 1987/88, quando Diego Armando Maradona vinse la classifica marcatori con 15 gol in una Serie A ancora a 16 squadre. Nel nuovo millennio, la quota minima era stata invece quella dei 21 centri di Alessandro Del Piero nel 2007/08. Lautaro ha dominato il campionato per peso specifico delle sue giocate: 17 gol e 6 assist in 29 presenze, con il primato di ben 10 reti che hanno sbloccato il risultato in favore dell’Inter e indirizzato vittorie pesantissime nella corsa Scudetto. Il capitano nerazzurro ha confermato il proprio repertorio da attaccante totale: otto gol di destro, cinque di sinistro e quattro di testa, tutti arrivati dentro l’area: addirittura 10 reti di movimento su 13 sono arrivate di prima battuta, marchio di fabbrica del “Toro” e della sua ferocia sotto porta. I sei assist rappresentano inoltre il miglior dato della sua carriera interista. È stata anche la stagione che lo ha proiettato ancora più profondamente nella storia del club nerazzurro: Lautaro ha superato Roberto Boninsegna nella classifica marcatori all-time dell’Inter in tutte le competizioni, diventando il terzo miglior realizzatore della storia interista con 175 gol. Malen, l’uragano che ha ribaltato la Roma Se Lautaro ha governato il torneo, Donyell Malen lo ha sconvolto. Arrivato alla Roma nel mercato invernale, l’olandese ha avuto un impatto semplicemente devastante: 14 gol in 18 presenze, numeri da capogiro che hanno cambiato il volto dell’attacco giallorosso. Da quando esiste il mercato invernale, nessuno aveva mai segnato così tanto in Serie A dopo un trasferimento di gennaio. Superato il record di Mario Balotelli, fermo a 12 reti col Milan nel 2012/13. Tra i giocatori con meno di 20 presenze nell’era dei tre punti, soltanto Ronaldo (14 in 19) nel 1998/99 e Ibrahimovic (15 in 19 nel 2020/21) hanno mantenuto una media realizzativa paragonabile. L’impressione è stata quella di un attaccante capace di alterare gli equilibri delle partite da solo: accelerazioni brucianti, conduzioni in campo aperto, senso della porta e una qualità tecnica rarissima ad alta velocità. Malen ha trasformato la profondità in un’arma letale per la Roma di Gasperini. Anche le statistiche avanzate certificano un rendimento fuori scala: un gol ogni cinque tiri tentati e una media di 0.78 reti a partita, la migliore del campionato. A rendere ancora più impressionante il suo impatto c’è poi la capacità di monopolizzare le partite: quattro marcature multiple, più di chiunque altro in Serie A. Douvikas e il Como delle meraviglie Alle spalle di Lautaro e a pari gol con Malen, la più importante rivelazione della stagione si chiama Tasos Douvikas. Con 14 reti, il centravanti greco classe 99’ ha trascinato il Como verso una storica qualificazione in Champions League, diventando il secondo miglior marcatore greco nella storia della Serie A dietro soltanto a Zisis Vryzas. Dopo una prima stagione in riva al lago da comprimario, Douvikas ha compiuto un salto verticale, incarnando perfettamente il calcio offensivo e aggressivo richiesto da Fabregas. Pressing continuo, attacchi alla profondità, lavoro sporco e grande cinismo dentro l’area: il greco è diventato il punto di riferimento offensivo di una delle squadre più spettacolari del campionato. Nel 2026 solo Malen ha segnato più di lui. I suoi 10 gol nel nuovo anno solare hanno sospinto la straordinaria rincorsa europea dei lariani. I numeri raccontano un attaccante chirurgico: un rendimento superiore agli expected goals prodotti - 13 gol su azione a fronte di 10.61 xG - e 14 reti complessive a fronte di appena 31 tiri nello specchio. Thuram, l’uomo della volata Scudetto Marcus Thuram si è preso in carico l’Inter nel periodo di massima pressione, accendendo il motore nel momento decisivo della stagione nerazzurra. Dopo il derby perso contro il Milan e i pareggi contro Atalanta e Fiorentina, l’attaccante francese si è preso sulle spalle il peso offensivo della squadra di Chivu: sei gol e due assist nelle cinque partite che hanno definitivamente indirizzato il campionato. Dalla vittoria sulla Roma fino al match point col Parma, Thuram è stato devastante. 9 dei suoi tredici gol stagionali sono arrivati nel 2026, con un aprile da protagonista assoluto. Grazie alla sua continuità realizzativa, è diventato il secondo giocatore europeo dell’Inter nell’era dei tre punti a trovare il gol in almeno cinque presenze consecutive di Serie A, dopo Christian Vieri. Thuram è entrato inoltre in una cerchia ristrettissima di attaccanti europei capaci di segnare almeno 13 reti in ciascuna delle ultime tre stagioni nei top cinque campionati. Højlund, il centravanti totale del Napoli Il ritorno in Serie A di Rasmus Højlund ha definitivamente consacrato il centravanti danese. Con 12 reti, l’ex Atalanta ha firmato il miglior campionato della sua carriera diventando il riferimento offensivo assoluto del Napoli. Conte ne ha fatto il perno di un attacco dinamico e verticale, valorizzando la sua capacità di alternare gioco spalle alla porta, attacco della profondità e lavoro per la squadra. Nessun giocatore ha inciso quanto lui in termini di punti portati alla propria squadra: ben 16 punti conquistati direttamente grazie ai suoi gol. Tutte le reti sono arrivate dentro l’area, distribuite con equilibrio quasi perfetto tra destro, sinistro, colpi di testa e rigori, fotografia ideale di un centravanti moderno e completo. Simeone, Pellegrino e Davis: il peso dei gol in provincia Tra le storie più affascinanti del campionato ci sono quelle degli attaccanti che hanno combattuto nelle zone più complicate della classifica. Giovanni Simeone (11) ha tenuto il Torino fuori dalle zone più complicate della classifica con la quinta stagione in doppia cifra della sua carriera in Serie A. Decisivo soprattutto al Grande Torino con D’Aversa in panchina, dove è diventato il primo giocatore granata dopo Marco Ferrante a segnare in cinque gare casalinghe consecutive. Nel gioco aereo il “Cholito” resta una certezza assoluta: dal suo esordio in massima serie (2016/17), soltanto Zapata, Pavoletti e Lautaro hanno segnato più gol di testa di lui (21). Mateo Pellegrino ha dominato il gioco aereo come nessun altro attaccante della Serie A. Le sue sei reti di testa rappresentano il miglior dato stagionale del campionato e il record del Parma da quasi vent’anni a questa parte. Ancora più impressionante la percentuale: otto dei suoi dodici gol complessivi in Italia sono arrivati di testa, il 67%, un primato tra gli attaccanti andati in doppia cifra in Serie A dal 2004/05. L’argentino ha inciso in maniera rilevante sulla salvezza ducale, partecipando da solo al 32% delle reti del Parma (nove su ventotto) e trascinando la squadra nei momenti più delicati della stagione. Non a caso, con i suoi gol ha portato ben 13 punti ai crociati, secondo miglior dato del torneo. Ma il peso specifico di Pellegrino va oltre le marcature: è stato il primo “difensore offensivo” del Parma, il simbolo di una squadra che si è aggrappata alla sua fisicità per risalire il campo, respirare e resistere. Il primato stagionale per falli commessi (87) racconta perfettamente il suo modo feroce di stare dentro la partita. Pellegrino è il giocatore che ha ingaggiato più duelli aerei in tutta la Serie A, fungendo sia da terminale offensivo ma anche da primo argine difensivo della squadra di Cuesta. Anche Keinan Davis ha lasciato un segno profondo nella stagione dell’Udinese. Runjaić gli ha cucito addosso un calcio fatto di transizioni, campo aperto e duelli fisici, e l’inglese ha risposto con 10 reti, entrando in un club ristretto: appena il quarto calciatore inglese capace di raggiungere la doppia cifra in una stagione di Serie A. Azzurri a quota 10 Bonazzoli, Scamacca e Orsolini condividono il primato tricolore del torneo con 10 reti a testa. Federico Bonazzoli ha chiuso la stagione come miglior marcatore della Cremonese, provando fino all’ultimo a trascinare i grigiorossi verso la salvezza. La stagione dell’ex Inter si è aperta con una spettacolare rovesciata a San Siro contro il Milan, eletta Iliad Goal of The Month di agosto, ed è proseguita tra giocate estemporanee e una presa di responsabilità totale sulle spalle. Bonazzoli è stato contemporaneamente finalizzatore, sfogo offensivo e punto d’appoggio della Cremonese, tanto da diventare il terzo giocatore per falli subiti (80) nel torneo. Gianluca Scamacca ha chiuso come miglior bomber dell’Atalanta pur giocando soltanto 24 partite e poco più di 1300 minuti. Tre doppiette e una tendenza ormai consolidata alle marcature multiple: dalla sua prima stagione in Serie A, tra gli italiani soltanto Domenico Berardi ha realizzato più doppiette o triplette di lui (nove). Riccardo Orsolini, invece, continua a essere una delle certezze più solide del calcio italiano. Con il Bologna ha raggiunto la doppia cifra per la quarta stagione consecutiva, risultato riuscito soltanto a Marco Di Vaio nella storia moderna rossoblù. Laurienté, Jesús Rodríguez e gli attaccanti che creano Non solo finalizzatori. La Serie A Enilive 2025/26 ha fatto emergere anche gli attaccanti capaci di generare gioco. Armand Laurienté e Jesús Rodríguez hanno guidato la classifica assist tra gli attaccanti con nove passaggi vincenti a testa, solo Dimarco ha fatto meglio nell’intero campionato. Laurienté ha partecipato a 16 reti del Sassuolo, diventando insieme a Dimarco uno dei soli due giocatori del torneo con almeno sette gol e sette assist. Il francese è stato anche autore anche della quarta top performance realizzativa del campionato, con uno scarto positivo gol segnati ed expected goals di +3,73. Jesús Rodríguez ha invece illuminato il Como con qualità, fantasia e rifiniture continue, chiudendo come miglior giovane del torneo per contributi offensivi (11) dopo Kenan Yildiz. Yildiz e Pio Esposito, il futuro è già qui Kenan Yildiz ha confermato di essere uno dei talenti offensivi più elettrici del calcio europeo. Dieci gol e sei assist per il numero 10 della Juventus, primo straniero Under 21 della storia bianconera a raggiungere la doppia cifra in Serie A. Più che un centravanti classico, Yildiz è un creatore di calcio continuo. Nessuno ha tentato più dribbling di lui in campionato: 153, quasi cinque a partita, con picchi impressionanti come gli undici tentati contro il Cagliari. La stellina turca ha messo in mostra una capacità unica di accendere il gioco tra le linee, come dimostra il secondo dato del torneo per passaggi chiave (69). Dietro di lui si è preso spazio anche Francesco Pio Esposito, autore di 10 contributi offensivi (sette gol e tre assist) al primo vero impatto col massimo campionato italiano, confermando di avere tutto per diventare uno dei prossimi riferimenti offensivi dell’Inter e del calcio italiano. Tra gli esordienti si è imposto per certi versi anche Christopher Nkunku. L’attaccante del Milan ha chiuso il campionato con cinque reti su rigore, diventando appena il secondo giocatore rossonero negli ultimi dieci anni di Serie A a raggiungere almeno cinque gol dal dischetto in una singola stagione. Insieme a Vlasic, Nkunku è stato il rigorista più efficace del torneo, impeccabile nei momenti di maggiore pressione. In casa Milan si è distinto anche Rafael Leão: i suoi tre gol da fuori area rappresentano il miglior dato tra gli attaccanti della Serie A, condiviso con Jens Odgaard del Bologna.
  • A
    BONAZZOLI 5.7

    BONAZZOLI

    Caccia al gol: da Lautaro a Hojlund, l'analisi dei cannonieri della Serie A 25/26

    29-05-2026 07:00

    Exploit inattesi, centravanti dominanti e nuove stelle già protagoniste del presente. Raccontiamo la Serie A Enilive 2025/26 attraverso i suoi bomber: meno prolificità assoluta rispetto al passato, ma una ricchezza di interpreti e stili che ha reso la corsa al gol imprevedibile fino all’ultima giornata. A governare tutti, ancora una volta, è stato Lautaro Martinez. Dietro il capitano dell’Inter, però, si è acceso un mosaico fatto di storie profondamente diverse: l’impatto devastante di Donyell Malen a stagione in corso, la consacrazione di Douvikas col Como, il peso specifico dei gol-salvezza di Pellegrino e la riscossa dei giovani guidati da Kenan Yildiz. Analizziamoli tutti, dal sito della Lega Serie A. Lautaro Martinez, il capitano che entra nella leggenda Lautaro Martinez ha trascinato l’Inter al 21° Scudetto della propria storia conquistando per la seconda volta in carriera il titolo di capocannoniere della Serie A, oltre al premio di Best Striker 2025/26. I suoi 17 gol rappresentano però anche un dato storico: mai, nell’era della Serie A a 20 squadre e dei tre punti a vittoria, il miglior marcatore del campionato aveva chiuso con un bottino così basso. Per trovare un capocannoniere con meno reti bisogna tornare addirittura al 1987/88, quando Diego Armando Maradona vinse la classifica marcatori con 15 gol in una Serie A ancora a 16 squadre. Nel nuovo millennio, la quota minima era stata invece quella dei 21 centri di Alessandro Del Piero nel 2007/08. Lautaro ha dominato il campionato per peso specifico delle sue giocate: 17 gol e 6 assist in 29 presenze, con il primato di ben 10 reti che hanno sbloccato il risultato in favore dell’Inter e indirizzato vittorie pesantissime nella corsa Scudetto. Il capitano nerazzurro ha confermato il proprio repertorio da attaccante totale: otto gol di destro, cinque di sinistro e quattro di testa, tutti arrivati dentro l’area: addirittura 10 reti di movimento su 13 sono arrivate di prima battuta, marchio di fabbrica del “Toro” e della sua ferocia sotto porta. I sei assist rappresentano inoltre il miglior dato della sua carriera interista. È stata anche la stagione che lo ha proiettato ancora più profondamente nella storia del club nerazzurro: Lautaro ha superato Roberto Boninsegna nella classifica marcatori all-time dell’Inter in tutte le competizioni, diventando il terzo miglior realizzatore della storia interista con 175 gol. Malen, l’uragano che ha ribaltato la Roma Se Lautaro ha governato il torneo, Donyell Malen lo ha sconvolto. Arrivato alla Roma nel mercato invernale, l’olandese ha avuto un impatto semplicemente devastante: 14 gol in 18 presenze, numeri da capogiro che hanno cambiato il volto dell’attacco giallorosso. Da quando esiste il mercato invernale, nessuno aveva mai segnato così tanto in Serie A dopo un trasferimento di gennaio. Superato il record di Mario Balotelli, fermo a 12 reti col Milan nel 2012/13. Tra i giocatori con meno di 20 presenze nell’era dei tre punti, soltanto Ronaldo (14 in 19) nel 1998/99 e Ibrahimovic (15 in 19 nel 2020/21) hanno mantenuto una media realizzativa paragonabile. L’impressione è stata quella di un attaccante capace di alterare gli equilibri delle partite da solo: accelerazioni brucianti, conduzioni in campo aperto, senso della porta e una qualità tecnica rarissima ad alta velocità. Malen ha trasformato la profondità in un’arma letale per la Roma di Gasperini. Anche le statistiche avanzate certificano un rendimento fuori scala: un gol ogni cinque tiri tentati e una media di 0.78 reti a partita, la migliore del campionato. A rendere ancora più impressionante il suo impatto c’è poi la capacità di monopolizzare le partite: quattro marcature multiple, più di chiunque altro in Serie A. Douvikas e il Como delle meraviglie Alle spalle di Lautaro e a pari gol con Malen, la più importante rivelazione della stagione si chiama Tasos Douvikas. Con 14 reti, il centravanti greco classe 99’ ha trascinato il Como verso una storica qualificazione in Champions League, diventando il secondo miglior marcatore greco nella storia della Serie A dietro soltanto a Zisis Vryzas. Dopo una prima stagione in riva al lago da comprimario, Douvikas ha compiuto un salto verticale, incarnando perfettamente il calcio offensivo e aggressivo richiesto da Fabregas. Pressing continuo, attacchi alla profondità, lavoro sporco e grande cinismo dentro l’area: il greco è diventato il punto di riferimento offensivo di una delle squadre più spettacolari del campionato. Nel 2026 solo Malen ha segnato più di lui. I suoi 10 gol nel nuovo anno solare hanno sospinto la straordinaria rincorsa europea dei lariani. I numeri raccontano un attaccante chirurgico: un rendimento superiore agli expected goals prodotti - 13 gol su azione a fronte di 10.61 xG - e 14 reti complessive a fronte di appena 31 tiri nello specchio. Thuram, l’uomo della volata Scudetto Marcus Thuram si è preso in carico l’Inter nel periodo di massima pressione, accendendo il motore nel momento decisivo della stagione nerazzurra. Dopo il derby perso contro il Milan e i pareggi contro Atalanta e Fiorentina, l’attaccante francese si è preso sulle spalle il peso offensivo della squadra di Chivu: sei gol e due assist nelle cinque partite che hanno definitivamente indirizzato il campionato. Dalla vittoria sulla Roma fino al match point col Parma, Thuram è stato devastante. 9 dei suoi tredici gol stagionali sono arrivati nel 2026, con un aprile da protagonista assoluto. Grazie alla sua continuità realizzativa, è diventato il secondo giocatore europeo dell’Inter nell’era dei tre punti a trovare il gol in almeno cinque presenze consecutive di Serie A, dopo Christian Vieri. Thuram è entrato inoltre in una cerchia ristrettissima di attaccanti europei capaci di segnare almeno 13 reti in ciascuna delle ultime tre stagioni nei top cinque campionati. Højlund, il centravanti totale del Napoli Il ritorno in Serie A di Rasmus Højlund ha definitivamente consacrato il centravanti danese. Con 12 reti, l’ex Atalanta ha firmato il miglior campionato della sua carriera diventando il riferimento offensivo assoluto del Napoli. Conte ne ha fatto il perno di un attacco dinamico e verticale, valorizzando la sua capacità di alternare gioco spalle alla porta, attacco della profondità e lavoro per la squadra. Nessun giocatore ha inciso quanto lui in termini di punti portati alla propria squadra: ben 16 punti conquistati direttamente grazie ai suoi gol. Tutte le reti sono arrivate dentro l’area, distribuite con equilibrio quasi perfetto tra destro, sinistro, colpi di testa e rigori, fotografia ideale di un centravanti moderno e completo. Simeone, Pellegrino e Davis: il peso dei gol in provincia Tra le storie più affascinanti del campionato ci sono quelle degli attaccanti che hanno combattuto nelle zone più complicate della classifica. Giovanni Simeone (11) ha tenuto il Torino fuori dalle zone più complicate della classifica con la quinta stagione in doppia cifra della sua carriera in Serie A. Decisivo soprattutto al Grande Torino con D’Aversa in panchina, dove è diventato il primo giocatore granata dopo Marco Ferrante a segnare in cinque gare casalinghe consecutive. Nel gioco aereo il “Cholito” resta una certezza assoluta: dal suo esordio in massima serie (2016/17), soltanto Zapata, Pavoletti e Lautaro hanno segnato più gol di testa di lui (21). Mateo Pellegrino ha dominato il gioco aereo come nessun altro attaccante della Serie A. Le sue sei reti di testa rappresentano il miglior dato stagionale del campionato e il record del Parma da quasi vent’anni a questa parte. Ancora più impressionante la percentuale: otto dei suoi dodici gol complessivi in Italia sono arrivati di testa, il 67%, un primato tra gli attaccanti andati in doppia cifra in Serie A dal 2004/05. L’argentino ha inciso in maniera rilevante sulla salvezza ducale, partecipando da solo al 32% delle reti del Parma (nove su ventotto) e trascinando la squadra nei momenti più delicati della stagione. Non a caso, con i suoi gol ha portato ben 13 punti ai crociati, secondo miglior dato del torneo. Ma il peso specifico di Pellegrino va oltre le marcature: è stato il primo “difensore offensivo” del Parma, il simbolo di una squadra che si è aggrappata alla sua fisicità per risalire il campo, respirare e resistere. Il primato stagionale per falli commessi (87) racconta perfettamente il suo modo feroce di stare dentro la partita. Pellegrino è il giocatore che ha ingaggiato più duelli aerei in tutta la Serie A, fungendo sia da terminale offensivo ma anche da primo argine difensivo della squadra di Cuesta. Anche Keinan Davis ha lasciato un segno profondo nella stagione dell’Udinese. Runjaić gli ha cucito addosso un calcio fatto di transizioni, campo aperto e duelli fisici, e l’inglese ha risposto con 10 reti, entrando in un club ristretto: appena il quarto calciatore inglese capace di raggiungere la doppia cifra in una stagione di Serie A. Azzurri a quota 10 Bonazzoli, Scamacca e Orsolini condividono il primato tricolore del torneo con 10 reti a testa. Federico Bonazzoli ha chiuso la stagione come miglior marcatore della Cremonese, provando fino all’ultimo a trascinare i grigiorossi verso la salvezza. La stagione dell’ex Inter si è aperta con una spettacolare rovesciata a San Siro contro il Milan, eletta Iliad Goal of The Month di agosto, ed è proseguita tra giocate estemporanee e una presa di responsabilità totale sulle spalle. Bonazzoli è stato contemporaneamente finalizzatore, sfogo offensivo e punto d’appoggio della Cremonese, tanto da diventare il terzo giocatore per falli subiti (80) nel torneo. Gianluca Scamacca ha chiuso come miglior bomber dell’Atalanta pur giocando soltanto 24 partite e poco più di 1300 minuti. Tre doppiette e una tendenza ormai consolidata alle marcature multiple: dalla sua prima stagione in Serie A, tra gli italiani soltanto Domenico Berardi ha realizzato più doppiette o triplette di lui (nove). Riccardo Orsolini, invece, continua a essere una delle certezze più solide del calcio italiano. Con il Bologna ha raggiunto la doppia cifra per la quarta stagione consecutiva, risultato riuscito soltanto a Marco Di Vaio nella storia moderna rossoblù. Laurienté, Jesús Rodríguez e gli attaccanti che creano Non solo finalizzatori. La Serie A Enilive 2025/26 ha fatto emergere anche gli attaccanti capaci di generare gioco. Armand Laurienté e Jesús Rodríguez hanno guidato la classifica assist tra gli attaccanti con nove passaggi vincenti a testa, solo Dimarco ha fatto meglio nell’intero campionato. Laurienté ha partecipato a 16 reti del Sassuolo, diventando insieme a Dimarco uno dei soli due giocatori del torneo con almeno sette gol e sette assist. Il francese è stato anche autore anche della quarta top performance realizzativa del campionato, con uno scarto positivo gol segnati ed expected goals di +3,73. Jesús Rodríguez ha invece illuminato il Como con qualità, fantasia e rifiniture continue, chiudendo come miglior giovane del torneo per contributi offensivi (11) dopo Kenan Yildiz. Yildiz e Pio Esposito, il futuro è già qui Kenan Yildiz ha confermato di essere uno dei talenti offensivi più elettrici del calcio europeo. Dieci gol e sei assist per il numero 10 della Juventus, primo straniero Under 21 della storia bianconera a raggiungere la doppia cifra in Serie A. Più che un centravanti classico, Yildiz è un creatore di calcio continuo. Nessuno ha tentato più dribbling di lui in campionato: 153, quasi cinque a partita, con picchi impressionanti come gli undici tentati contro il Cagliari. La stellina turca ha messo in mostra una capacità unica di accendere il gioco tra le linee, come dimostra il secondo dato del torneo per passaggi chiave (69). Dietro di lui si è preso spazio anche Francesco Pio Esposito, autore di 10 contributi offensivi (sette gol e tre assist) al primo vero impatto col massimo campionato italiano, confermando di avere tutto per diventare uno dei prossimi riferimenti offensivi dell’Inter e del calcio italiano. Tra gli esordienti si è imposto per certi versi anche Christopher Nkunku. L’attaccante del Milan ha chiuso il campionato con cinque reti su rigore, diventando appena il secondo giocatore rossonero negli ultimi dieci anni di Serie A a raggiungere almeno cinque gol dal dischetto in una singola stagione. Insieme a Vlasic, Nkunku è stato il rigorista più efficace del torneo, impeccabile nei momenti di maggiore pressione. In casa Milan si è distinto anche Rafael Leão: i suoi tre gol da fuori area rappresentano il miglior dato tra gli attaccanti della Serie A, condiviso con Jens Odgaard del Bologna.
  • C
    DIMARCO 7.5

    DIMARCO

    Caccia al gol: da Lautaro a Hojlund, l'analisi dei cannonieri della Serie A 25/26

    29-05-2026 07:00

    Exploit inattesi, centravanti dominanti e nuove stelle già protagoniste del presente. Raccontiamo la Serie A Enilive 2025/26 attraverso i suoi bomber: meno prolificità assoluta rispetto al passato, ma una ricchezza di interpreti e stili che ha reso la corsa al gol imprevedibile fino all’ultima giornata. A governare tutti, ancora una volta, è stato Lautaro Martinez. Dietro il capitano dell’Inter, però, si è acceso un mosaico fatto di storie profondamente diverse: l’impatto devastante di Donyell Malen a stagione in corso, la consacrazione di Douvikas col Como, il peso specifico dei gol-salvezza di Pellegrino e la riscossa dei giovani guidati da Kenan Yildiz. Analizziamoli tutti, dal sito della Lega Serie A. Lautaro Martinez, il capitano che entra nella leggenda Lautaro Martinez ha trascinato l’Inter al 21° Scudetto della propria storia conquistando per la seconda volta in carriera il titolo di capocannoniere della Serie A, oltre al premio di Best Striker 2025/26. I suoi 17 gol rappresentano però anche un dato storico: mai, nell’era della Serie A a 20 squadre e dei tre punti a vittoria, il miglior marcatore del campionato aveva chiuso con un bottino così basso. Per trovare un capocannoniere con meno reti bisogna tornare addirittura al 1987/88, quando Diego Armando Maradona vinse la classifica marcatori con 15 gol in una Serie A ancora a 16 squadre. Nel nuovo millennio, la quota minima era stata invece quella dei 21 centri di Alessandro Del Piero nel 2007/08. Lautaro ha dominato il campionato per peso specifico delle sue giocate: 17 gol e 6 assist in 29 presenze, con il primato di ben 10 reti che hanno sbloccato il risultato in favore dell’Inter e indirizzato vittorie pesantissime nella corsa Scudetto. Il capitano nerazzurro ha confermato il proprio repertorio da attaccante totale: otto gol di destro, cinque di sinistro e quattro di testa, tutti arrivati dentro l’area: addirittura 10 reti di movimento su 13 sono arrivate di prima battuta, marchio di fabbrica del “Toro” e della sua ferocia sotto porta. I sei assist rappresentano inoltre il miglior dato della sua carriera interista. È stata anche la stagione che lo ha proiettato ancora più profondamente nella storia del club nerazzurro: Lautaro ha superato Roberto Boninsegna nella classifica marcatori all-time dell’Inter in tutte le competizioni, diventando il terzo miglior realizzatore della storia interista con 175 gol. Malen, l’uragano che ha ribaltato la Roma Se Lautaro ha governato il torneo, Donyell Malen lo ha sconvolto. Arrivato alla Roma nel mercato invernale, l’olandese ha avuto un impatto semplicemente devastante: 14 gol in 18 presenze, numeri da capogiro che hanno cambiato il volto dell’attacco giallorosso. Da quando esiste il mercato invernale, nessuno aveva mai segnato così tanto in Serie A dopo un trasferimento di gennaio. Superato il record di Mario Balotelli, fermo a 12 reti col Milan nel 2012/13. Tra i giocatori con meno di 20 presenze nell’era dei tre punti, soltanto Ronaldo (14 in 19) nel 1998/99 e Ibrahimovic (15 in 19 nel 2020/21) hanno mantenuto una media realizzativa paragonabile. L’impressione è stata quella di un attaccante capace di alterare gli equilibri delle partite da solo: accelerazioni brucianti, conduzioni in campo aperto, senso della porta e una qualità tecnica rarissima ad alta velocità. Malen ha trasformato la profondità in un’arma letale per la Roma di Gasperini. Anche le statistiche avanzate certificano un rendimento fuori scala: un gol ogni cinque tiri tentati e una media di 0.78 reti a partita, la migliore del campionato. A rendere ancora più impressionante il suo impatto c’è poi la capacità di monopolizzare le partite: quattro marcature multiple, più di chiunque altro in Serie A. Douvikas e il Como delle meraviglie Alle spalle di Lautaro e a pari gol con Malen, la più importante rivelazione della stagione si chiama Tasos Douvikas. Con 14 reti, il centravanti greco classe 99’ ha trascinato il Como verso una storica qualificazione in Champions League, diventando il secondo miglior marcatore greco nella storia della Serie A dietro soltanto a Zisis Vryzas. Dopo una prima stagione in riva al lago da comprimario, Douvikas ha compiuto un salto verticale, incarnando perfettamente il calcio offensivo e aggressivo richiesto da Fabregas. Pressing continuo, attacchi alla profondità, lavoro sporco e grande cinismo dentro l’area: il greco è diventato il punto di riferimento offensivo di una delle squadre più spettacolari del campionato. Nel 2026 solo Malen ha segnato più di lui. I suoi 10 gol nel nuovo anno solare hanno sospinto la straordinaria rincorsa europea dei lariani. I numeri raccontano un attaccante chirurgico: un rendimento superiore agli expected goals prodotti - 13 gol su azione a fronte di 10.61 xG - e 14 reti complessive a fronte di appena 31 tiri nello specchio. Thuram, l’uomo della volata Scudetto Marcus Thuram si è preso in carico l’Inter nel periodo di massima pressione, accendendo il motore nel momento decisivo della stagione nerazzurra. Dopo il derby perso contro il Milan e i pareggi contro Atalanta e Fiorentina, l’attaccante francese si è preso sulle spalle il peso offensivo della squadra di Chivu: sei gol e due assist nelle cinque partite che hanno definitivamente indirizzato il campionato. Dalla vittoria sulla Roma fino al match point col Parma, Thuram è stato devastante. 9 dei suoi tredici gol stagionali sono arrivati nel 2026, con un aprile da protagonista assoluto. Grazie alla sua continuità realizzativa, è diventato il secondo giocatore europeo dell’Inter nell’era dei tre punti a trovare il gol in almeno cinque presenze consecutive di Serie A, dopo Christian Vieri. Thuram è entrato inoltre in una cerchia ristrettissima di attaccanti europei capaci di segnare almeno 13 reti in ciascuna delle ultime tre stagioni nei top cinque campionati. Højlund, il centravanti totale del Napoli Il ritorno in Serie A di Rasmus Højlund ha definitivamente consacrato il centravanti danese. Con 12 reti, l’ex Atalanta ha firmato il miglior campionato della sua carriera diventando il riferimento offensivo assoluto del Napoli. Conte ne ha fatto il perno di un attacco dinamico e verticale, valorizzando la sua capacità di alternare gioco spalle alla porta, attacco della profondità e lavoro per la squadra. Nessun giocatore ha inciso quanto lui in termini di punti portati alla propria squadra: ben 16 punti conquistati direttamente grazie ai suoi gol. Tutte le reti sono arrivate dentro l’area, distribuite con equilibrio quasi perfetto tra destro, sinistro, colpi di testa e rigori, fotografia ideale di un centravanti moderno e completo. Simeone, Pellegrino e Davis: il peso dei gol in provincia Tra le storie più affascinanti del campionato ci sono quelle degli attaccanti che hanno combattuto nelle zone più complicate della classifica. Giovanni Simeone (11) ha tenuto il Torino fuori dalle zone più complicate della classifica con la quinta stagione in doppia cifra della sua carriera in Serie A. Decisivo soprattutto al Grande Torino con D’Aversa in panchina, dove è diventato il primo giocatore granata dopo Marco Ferrante a segnare in cinque gare casalinghe consecutive. Nel gioco aereo il “Cholito” resta una certezza assoluta: dal suo esordio in massima serie (2016/17), soltanto Zapata, Pavoletti e Lautaro hanno segnato più gol di testa di lui (21). Mateo Pellegrino ha dominato il gioco aereo come nessun altro attaccante della Serie A. Le sue sei reti di testa rappresentano il miglior dato stagionale del campionato e il record del Parma da quasi vent’anni a questa parte. Ancora più impressionante la percentuale: otto dei suoi dodici gol complessivi in Italia sono arrivati di testa, il 67%, un primato tra gli attaccanti andati in doppia cifra in Serie A dal 2004/05. L’argentino ha inciso in maniera rilevante sulla salvezza ducale, partecipando da solo al 32% delle reti del Parma (nove su ventotto) e trascinando la squadra nei momenti più delicati della stagione. Non a caso, con i suoi gol ha portato ben 13 punti ai crociati, secondo miglior dato del torneo. Ma il peso specifico di Pellegrino va oltre le marcature: è stato il primo “difensore offensivo” del Parma, il simbolo di una squadra che si è aggrappata alla sua fisicità per risalire il campo, respirare e resistere. Il primato stagionale per falli commessi (87) racconta perfettamente il suo modo feroce di stare dentro la partita. Pellegrino è il giocatore che ha ingaggiato più duelli aerei in tutta la Serie A, fungendo sia da terminale offensivo ma anche da primo argine difensivo della squadra di Cuesta. Anche Keinan Davis ha lasciato un segno profondo nella stagione dell’Udinese. Runjaić gli ha cucito addosso un calcio fatto di transizioni, campo aperto e duelli fisici, e l’inglese ha risposto con 10 reti, entrando in un club ristretto: appena il quarto calciatore inglese capace di raggiungere la doppia cifra in una stagione di Serie A. Azzurri a quota 10 Bonazzoli, Scamacca e Orsolini condividono il primato tricolore del torneo con 10 reti a testa. Federico Bonazzoli ha chiuso la stagione come miglior marcatore della Cremonese, provando fino all’ultimo a trascinare i grigiorossi verso la salvezza. La stagione dell’ex Inter si è aperta con una spettacolare rovesciata a San Siro contro il Milan, eletta Iliad Goal of The Month di agosto, ed è proseguita tra giocate estemporanee e una presa di responsabilità totale sulle spalle. Bonazzoli è stato contemporaneamente finalizzatore, sfogo offensivo e punto d’appoggio della Cremonese, tanto da diventare il terzo giocatore per falli subiti (80) nel torneo. Gianluca Scamacca ha chiuso come miglior bomber dell’Atalanta pur giocando soltanto 24 partite e poco più di 1300 minuti. Tre doppiette e una tendenza ormai consolidata alle marcature multiple: dalla sua prima stagione in Serie A, tra gli italiani soltanto Domenico Berardi ha realizzato più doppiette o triplette di lui (nove). Riccardo Orsolini, invece, continua a essere una delle certezze più solide del calcio italiano. Con il Bologna ha raggiunto la doppia cifra per la quarta stagione consecutiva, risultato riuscito soltanto a Marco Di Vaio nella storia moderna rossoblù. Laurienté, Jesús Rodríguez e gli attaccanti che creano Non solo finalizzatori. La Serie A Enilive 2025/26 ha fatto emergere anche gli attaccanti capaci di generare gioco. Armand Laurienté e Jesús Rodríguez hanno guidato la classifica assist tra gli attaccanti con nove passaggi vincenti a testa, solo Dimarco ha fatto meglio nell’intero campionato. Laurienté ha partecipato a 16 reti del Sassuolo, diventando insieme a Dimarco uno dei soli due giocatori del torneo con almeno sette gol e sette assist. Il francese è stato anche autore anche della quarta top performance realizzativa del campionato, con uno scarto positivo gol segnati ed expected goals di +3,73. Jesús Rodríguez ha invece illuminato il Como con qualità, fantasia e rifiniture continue, chiudendo come miglior giovane del torneo per contributi offensivi (11) dopo Kenan Yildiz. Yildiz e Pio Esposito, il futuro è già qui Kenan Yildiz ha confermato di essere uno dei talenti offensivi più elettrici del calcio europeo. Dieci gol e sei assist per il numero 10 della Juventus, primo straniero Under 21 della storia bianconera a raggiungere la doppia cifra in Serie A. Più che un centravanti classico, Yildiz è un creatore di calcio continuo. Nessuno ha tentato più dribbling di lui in campionato: 153, quasi cinque a partita, con picchi impressionanti come gli undici tentati contro il Cagliari. La stellina turca ha messo in mostra una capacità unica di accendere il gioco tra le linee, come dimostra il secondo dato del torneo per passaggi chiave (69). Dietro di lui si è preso spazio anche Francesco Pio Esposito, autore di 10 contributi offensivi (sette gol e tre assist) al primo vero impatto col massimo campionato italiano, confermando di avere tutto per diventare uno dei prossimi riferimenti offensivi dell’Inter e del calcio italiano. Tra gli esordienti si è imposto per certi versi anche Christopher Nkunku. L’attaccante del Milan ha chiuso il campionato con cinque reti su rigore, diventando appena il secondo giocatore rossonero negli ultimi dieci anni di Serie A a raggiungere almeno cinque gol dal dischetto in una singola stagione. Insieme a Vlasic, Nkunku è stato il rigorista più efficace del torneo, impeccabile nei momenti di maggiore pressione. In casa Milan si è distinto anche Rafael Leão: i suoi tre gol da fuori area rappresentano il miglior dato tra gli attaccanti della Serie A, condiviso con Jens Odgaard del Bologna.
  • A
    SIMEONE 6.3

    SIMEONE

    Caccia al gol: da Lautaro a Hojlund, l'analisi dei cannonieri della Serie A 25/26

    29-05-2026 07:00

    Exploit inattesi, centravanti dominanti e nuove stelle già protagoniste del presente. Raccontiamo la Serie A Enilive 2025/26 attraverso i suoi bomber: meno prolificità assoluta rispetto al passato, ma una ricchezza di interpreti e stili che ha reso la corsa al gol imprevedibile fino all’ultima giornata. A governare tutti, ancora una volta, è stato Lautaro Martinez. Dietro il capitano dell’Inter, però, si è acceso un mosaico fatto di storie profondamente diverse: l’impatto devastante di Donyell Malen a stagione in corso, la consacrazione di Douvikas col Como, il peso specifico dei gol-salvezza di Pellegrino e la riscossa dei giovani guidati da Kenan Yildiz. Analizziamoli tutti, dal sito della Lega Serie A. Lautaro Martinez, il capitano che entra nella leggenda Lautaro Martinez ha trascinato l’Inter al 21° Scudetto della propria storia conquistando per la seconda volta in carriera il titolo di capocannoniere della Serie A, oltre al premio di Best Striker 2025/26. I suoi 17 gol rappresentano però anche un dato storico: mai, nell’era della Serie A a 20 squadre e dei tre punti a vittoria, il miglior marcatore del campionato aveva chiuso con un bottino così basso. Per trovare un capocannoniere con meno reti bisogna tornare addirittura al 1987/88, quando Diego Armando Maradona vinse la classifica marcatori con 15 gol in una Serie A ancora a 16 squadre. Nel nuovo millennio, la quota minima era stata invece quella dei 21 centri di Alessandro Del Piero nel 2007/08. Lautaro ha dominato il campionato per peso specifico delle sue giocate: 17 gol e 6 assist in 29 presenze, con il primato di ben 10 reti che hanno sbloccato il risultato in favore dell’Inter e indirizzato vittorie pesantissime nella corsa Scudetto. Il capitano nerazzurro ha confermato il proprio repertorio da attaccante totale: otto gol di destro, cinque di sinistro e quattro di testa, tutti arrivati dentro l’area: addirittura 10 reti di movimento su 13 sono arrivate di prima battuta, marchio di fabbrica del “Toro” e della sua ferocia sotto porta. I sei assist rappresentano inoltre il miglior dato della sua carriera interista. È stata anche la stagione che lo ha proiettato ancora più profondamente nella storia del club nerazzurro: Lautaro ha superato Roberto Boninsegna nella classifica marcatori all-time dell’Inter in tutte le competizioni, diventando il terzo miglior realizzatore della storia interista con 175 gol. Malen, l’uragano che ha ribaltato la Roma Se Lautaro ha governato il torneo, Donyell Malen lo ha sconvolto. Arrivato alla Roma nel mercato invernale, l’olandese ha avuto un impatto semplicemente devastante: 14 gol in 18 presenze, numeri da capogiro che hanno cambiato il volto dell’attacco giallorosso. Da quando esiste il mercato invernale, nessuno aveva mai segnato così tanto in Serie A dopo un trasferimento di gennaio. Superato il record di Mario Balotelli, fermo a 12 reti col Milan nel 2012/13. Tra i giocatori con meno di 20 presenze nell’era dei tre punti, soltanto Ronaldo (14 in 19) nel 1998/99 e Ibrahimovic (15 in 19 nel 2020/21) hanno mantenuto una media realizzativa paragonabile. L’impressione è stata quella di un attaccante capace di alterare gli equilibri delle partite da solo: accelerazioni brucianti, conduzioni in campo aperto, senso della porta e una qualità tecnica rarissima ad alta velocità. Malen ha trasformato la profondità in un’arma letale per la Roma di Gasperini. Anche le statistiche avanzate certificano un rendimento fuori scala: un gol ogni cinque tiri tentati e una media di 0.78 reti a partita, la migliore del campionato. A rendere ancora più impressionante il suo impatto c’è poi la capacità di monopolizzare le partite: quattro marcature multiple, più di chiunque altro in Serie A. Douvikas e il Como delle meraviglie Alle spalle di Lautaro e a pari gol con Malen, la più importante rivelazione della stagione si chiama Tasos Douvikas. Con 14 reti, il centravanti greco classe 99’ ha trascinato il Como verso una storica qualificazione in Champions League, diventando il secondo miglior marcatore greco nella storia della Serie A dietro soltanto a Zisis Vryzas. Dopo una prima stagione in riva al lago da comprimario, Douvikas ha compiuto un salto verticale, incarnando perfettamente il calcio offensivo e aggressivo richiesto da Fabregas. Pressing continuo, attacchi alla profondità, lavoro sporco e grande cinismo dentro l’area: il greco è diventato il punto di riferimento offensivo di una delle squadre più spettacolari del campionato. Nel 2026 solo Malen ha segnato più di lui. I suoi 10 gol nel nuovo anno solare hanno sospinto la straordinaria rincorsa europea dei lariani. I numeri raccontano un attaccante chirurgico: un rendimento superiore agli expected goals prodotti - 13 gol su azione a fronte di 10.61 xG - e 14 reti complessive a fronte di appena 31 tiri nello specchio. Thuram, l’uomo della volata Scudetto Marcus Thuram si è preso in carico l’Inter nel periodo di massima pressione, accendendo il motore nel momento decisivo della stagione nerazzurra. Dopo il derby perso contro il Milan e i pareggi contro Atalanta e Fiorentina, l’attaccante francese si è preso sulle spalle il peso offensivo della squadra di Chivu: sei gol e due assist nelle cinque partite che hanno definitivamente indirizzato il campionato. Dalla vittoria sulla Roma fino al match point col Parma, Thuram è stato devastante. 9 dei suoi tredici gol stagionali sono arrivati nel 2026, con un aprile da protagonista assoluto. Grazie alla sua continuità realizzativa, è diventato il secondo giocatore europeo dell’Inter nell’era dei tre punti a trovare il gol in almeno cinque presenze consecutive di Serie A, dopo Christian Vieri. Thuram è entrato inoltre in una cerchia ristrettissima di attaccanti europei capaci di segnare almeno 13 reti in ciascuna delle ultime tre stagioni nei top cinque campionati. Højlund, il centravanti totale del Napoli Il ritorno in Serie A di Rasmus Højlund ha definitivamente consacrato il centravanti danese. Con 12 reti, l’ex Atalanta ha firmato il miglior campionato della sua carriera diventando il riferimento offensivo assoluto del Napoli. Conte ne ha fatto il perno di un attacco dinamico e verticale, valorizzando la sua capacità di alternare gioco spalle alla porta, attacco della profondità e lavoro per la squadra. Nessun giocatore ha inciso quanto lui in termini di punti portati alla propria squadra: ben 16 punti conquistati direttamente grazie ai suoi gol. Tutte le reti sono arrivate dentro l’area, distribuite con equilibrio quasi perfetto tra destro, sinistro, colpi di testa e rigori, fotografia ideale di un centravanti moderno e completo. Simeone, Pellegrino e Davis: il peso dei gol in provincia Tra le storie più affascinanti del campionato ci sono quelle degli attaccanti che hanno combattuto nelle zone più complicate della classifica. Giovanni Simeone (11) ha tenuto il Torino fuori dalle zone più complicate della classifica con la quinta stagione in doppia cifra della sua carriera in Serie A. Decisivo soprattutto al Grande Torino con D’Aversa in panchina, dove è diventato il primo giocatore granata dopo Marco Ferrante a segnare in cinque gare casalinghe consecutive. Nel gioco aereo il “Cholito” resta una certezza assoluta: dal suo esordio in massima serie (2016/17), soltanto Zapata, Pavoletti e Lautaro hanno segnato più gol di testa di lui (21). Mateo Pellegrino ha dominato il gioco aereo come nessun altro attaccante della Serie A. Le sue sei reti di testa rappresentano il miglior dato stagionale del campionato e il record del Parma da quasi vent’anni a questa parte. Ancora più impressionante la percentuale: otto dei suoi dodici gol complessivi in Italia sono arrivati di testa, il 67%, un primato tra gli attaccanti andati in doppia cifra in Serie A dal 2004/05. L’argentino ha inciso in maniera rilevante sulla salvezza ducale, partecipando da solo al 32% delle reti del Parma (nove su ventotto) e trascinando la squadra nei momenti più delicati della stagione. Non a caso, con i suoi gol ha portato ben 13 punti ai crociati, secondo miglior dato del torneo. Ma il peso specifico di Pellegrino va oltre le marcature: è stato il primo “difensore offensivo” del Parma, il simbolo di una squadra che si è aggrappata alla sua fisicità per risalire il campo, respirare e resistere. Il primato stagionale per falli commessi (87) racconta perfettamente il suo modo feroce di stare dentro la partita. Pellegrino è il giocatore che ha ingaggiato più duelli aerei in tutta la Serie A, fungendo sia da terminale offensivo ma anche da primo argine difensivo della squadra di Cuesta. Anche Keinan Davis ha lasciato un segno profondo nella stagione dell’Udinese. Runjaić gli ha cucito addosso un calcio fatto di transizioni, campo aperto e duelli fisici, e l’inglese ha risposto con 10 reti, entrando in un club ristretto: appena il quarto calciatore inglese capace di raggiungere la doppia cifra in una stagione di Serie A. Azzurri a quota 10 Bonazzoli, Scamacca e Orsolini condividono il primato tricolore del torneo con 10 reti a testa. Federico Bonazzoli ha chiuso la stagione come miglior marcatore della Cremonese, provando fino all’ultimo a trascinare i grigiorossi verso la salvezza. La stagione dell’ex Inter si è aperta con una spettacolare rovesciata a San Siro contro il Milan, eletta Iliad Goal of The Month di agosto, ed è proseguita tra giocate estemporanee e una presa di responsabilità totale sulle spalle. Bonazzoli è stato contemporaneamente finalizzatore, sfogo offensivo e punto d’appoggio della Cremonese, tanto da diventare il terzo giocatore per falli subiti (80) nel torneo. Gianluca Scamacca ha chiuso come miglior bomber dell’Atalanta pur giocando soltanto 24 partite e poco più di 1300 minuti. Tre doppiette e una tendenza ormai consolidata alle marcature multiple: dalla sua prima stagione in Serie A, tra gli italiani soltanto Domenico Berardi ha realizzato più doppiette o triplette di lui (nove). Riccardo Orsolini, invece, continua a essere una delle certezze più solide del calcio italiano. Con il Bologna ha raggiunto la doppia cifra per la quarta stagione consecutiva, risultato riuscito soltanto a Marco Di Vaio nella storia moderna rossoblù. Laurienté, Jesús Rodríguez e gli attaccanti che creano Non solo finalizzatori. La Serie A Enilive 2025/26 ha fatto emergere anche gli attaccanti capaci di generare gioco. Armand Laurienté e Jesús Rodríguez hanno guidato la classifica assist tra gli attaccanti con nove passaggi vincenti a testa, solo Dimarco ha fatto meglio nell’intero campionato. Laurienté ha partecipato a 16 reti del Sassuolo, diventando insieme a Dimarco uno dei soli due giocatori del torneo con almeno sette gol e sette assist. Il francese è stato anche autore anche della quarta top performance realizzativa del campionato, con uno scarto positivo gol segnati ed expected goals di +3,73. Jesús Rodríguez ha invece illuminato il Como con qualità, fantasia e rifiniture continue, chiudendo come miglior giovane del torneo per contributi offensivi (11) dopo Kenan Yildiz. Yildiz e Pio Esposito, il futuro è già qui Kenan Yildiz ha confermato di essere uno dei talenti offensivi più elettrici del calcio europeo. Dieci gol e sei assist per il numero 10 della Juventus, primo straniero Under 21 della storia bianconera a raggiungere la doppia cifra in Serie A. Più che un centravanti classico, Yildiz è un creatore di calcio continuo. Nessuno ha tentato più dribbling di lui in campionato: 153, quasi cinque a partita, con picchi impressionanti come gli undici tentati contro il Cagliari. La stellina turca ha messo in mostra una capacità unica di accendere il gioco tra le linee, come dimostra il secondo dato del torneo per passaggi chiave (69). Dietro di lui si è preso spazio anche Francesco Pio Esposito, autore di 10 contributi offensivi (sette gol e tre assist) al primo vero impatto col massimo campionato italiano, confermando di avere tutto per diventare uno dei prossimi riferimenti offensivi dell’Inter e del calcio italiano. Tra gli esordienti si è imposto per certi versi anche Christopher Nkunku. L’attaccante del Milan ha chiuso il campionato con cinque reti su rigore, diventando appena il secondo giocatore rossonero negli ultimi dieci anni di Serie A a raggiungere almeno cinque gol dal dischetto in una singola stagione. Insieme a Vlasic, Nkunku è stato il rigorista più efficace del torneo, impeccabile nei momenti di maggiore pressione. In casa Milan si è distinto anche Rafael Leão: i suoi tre gol da fuori area rappresentano il miglior dato tra gli attaccanti della Serie A, condiviso con Jens Odgaard del Bologna.
  • A
    ORSOLINI 6.9

    ORSOLINI

    Caccia al gol: da Lautaro a Hojlund, l'analisi dei cannonieri della Serie A 25/26

    29-05-2026 07:00

    Exploit inattesi, centravanti dominanti e nuove stelle già protagoniste del presente. Raccontiamo la Serie A Enilive 2025/26 attraverso i suoi bomber: meno prolificità assoluta rispetto al passato, ma una ricchezza di interpreti e stili che ha reso la corsa al gol imprevedibile fino all’ultima giornata. A governare tutti, ancora una volta, è stato Lautaro Martinez. Dietro il capitano dell’Inter, però, si è acceso un mosaico fatto di storie profondamente diverse: l’impatto devastante di Donyell Malen a stagione in corso, la consacrazione di Douvikas col Como, il peso specifico dei gol-salvezza di Pellegrino e la riscossa dei giovani guidati da Kenan Yildiz. Analizziamoli tutti, dal sito della Lega Serie A. Lautaro Martinez, il capitano che entra nella leggenda Lautaro Martinez ha trascinato l’Inter al 21° Scudetto della propria storia conquistando per la seconda volta in carriera il titolo di capocannoniere della Serie A, oltre al premio di Best Striker 2025/26. I suoi 17 gol rappresentano però anche un dato storico: mai, nell’era della Serie A a 20 squadre e dei tre punti a vittoria, il miglior marcatore del campionato aveva chiuso con un bottino così basso. Per trovare un capocannoniere con meno reti bisogna tornare addirittura al 1987/88, quando Diego Armando Maradona vinse la classifica marcatori con 15 gol in una Serie A ancora a 16 squadre. Nel nuovo millennio, la quota minima era stata invece quella dei 21 centri di Alessandro Del Piero nel 2007/08. Lautaro ha dominato il campionato per peso specifico delle sue giocate: 17 gol e 6 assist in 29 presenze, con il primato di ben 10 reti che hanno sbloccato il risultato in favore dell’Inter e indirizzato vittorie pesantissime nella corsa Scudetto. Il capitano nerazzurro ha confermato il proprio repertorio da attaccante totale: otto gol di destro, cinque di sinistro e quattro di testa, tutti arrivati dentro l’area: addirittura 10 reti di movimento su 13 sono arrivate di prima battuta, marchio di fabbrica del “Toro” e della sua ferocia sotto porta. I sei assist rappresentano inoltre il miglior dato della sua carriera interista. È stata anche la stagione che lo ha proiettato ancora più profondamente nella storia del club nerazzurro: Lautaro ha superato Roberto Boninsegna nella classifica marcatori all-time dell’Inter in tutte le competizioni, diventando il terzo miglior realizzatore della storia interista con 175 gol. Malen, l’uragano che ha ribaltato la Roma Se Lautaro ha governato il torneo, Donyell Malen lo ha sconvolto. Arrivato alla Roma nel mercato invernale, l’olandese ha avuto un impatto semplicemente devastante: 14 gol in 18 presenze, numeri da capogiro che hanno cambiato il volto dell’attacco giallorosso. Da quando esiste il mercato invernale, nessuno aveva mai segnato così tanto in Serie A dopo un trasferimento di gennaio. Superato il record di Mario Balotelli, fermo a 12 reti col Milan nel 2012/13. Tra i giocatori con meno di 20 presenze nell’era dei tre punti, soltanto Ronaldo (14 in 19) nel 1998/99 e Ibrahimovic (15 in 19 nel 2020/21) hanno mantenuto una media realizzativa paragonabile. L’impressione è stata quella di un attaccante capace di alterare gli equilibri delle partite da solo: accelerazioni brucianti, conduzioni in campo aperto, senso della porta e una qualità tecnica rarissima ad alta velocità. Malen ha trasformato la profondità in un’arma letale per la Roma di Gasperini. Anche le statistiche avanzate certificano un rendimento fuori scala: un gol ogni cinque tiri tentati e una media di 0.78 reti a partita, la migliore del campionato. A rendere ancora più impressionante il suo impatto c’è poi la capacità di monopolizzare le partite: quattro marcature multiple, più di chiunque altro in Serie A. Douvikas e il Como delle meraviglie Alle spalle di Lautaro e a pari gol con Malen, la più importante rivelazione della stagione si chiama Tasos Douvikas. Con 14 reti, il centravanti greco classe 99’ ha trascinato il Como verso una storica qualificazione in Champions League, diventando il secondo miglior marcatore greco nella storia della Serie A dietro soltanto a Zisis Vryzas. Dopo una prima stagione in riva al lago da comprimario, Douvikas ha compiuto un salto verticale, incarnando perfettamente il calcio offensivo e aggressivo richiesto da Fabregas. Pressing continuo, attacchi alla profondità, lavoro sporco e grande cinismo dentro l’area: il greco è diventato il punto di riferimento offensivo di una delle squadre più spettacolari del campionato. Nel 2026 solo Malen ha segnato più di lui. I suoi 10 gol nel nuovo anno solare hanno sospinto la straordinaria rincorsa europea dei lariani. I numeri raccontano un attaccante chirurgico: un rendimento superiore agli expected goals prodotti - 13 gol su azione a fronte di 10.61 xG - e 14 reti complessive a fronte di appena 31 tiri nello specchio. Thuram, l’uomo della volata Scudetto Marcus Thuram si è preso in carico l’Inter nel periodo di massima pressione, accendendo il motore nel momento decisivo della stagione nerazzurra. Dopo il derby perso contro il Milan e i pareggi contro Atalanta e Fiorentina, l’attaccante francese si è preso sulle spalle il peso offensivo della squadra di Chivu: sei gol e due assist nelle cinque partite che hanno definitivamente indirizzato il campionato. Dalla vittoria sulla Roma fino al match point col Parma, Thuram è stato devastante. 9 dei suoi tredici gol stagionali sono arrivati nel 2026, con un aprile da protagonista assoluto. Grazie alla sua continuità realizzativa, è diventato il secondo giocatore europeo dell’Inter nell’era dei tre punti a trovare il gol in almeno cinque presenze consecutive di Serie A, dopo Christian Vieri. Thuram è entrato inoltre in una cerchia ristrettissima di attaccanti europei capaci di segnare almeno 13 reti in ciascuna delle ultime tre stagioni nei top cinque campionati. Højlund, il centravanti totale del Napoli Il ritorno in Serie A di Rasmus Højlund ha definitivamente consacrato il centravanti danese. Con 12 reti, l’ex Atalanta ha firmato il miglior campionato della sua carriera diventando il riferimento offensivo assoluto del Napoli. Conte ne ha fatto il perno di un attacco dinamico e verticale, valorizzando la sua capacità di alternare gioco spalle alla porta, attacco della profondità e lavoro per la squadra. Nessun giocatore ha inciso quanto lui in termini di punti portati alla propria squadra: ben 16 punti conquistati direttamente grazie ai suoi gol. Tutte le reti sono arrivate dentro l’area, distribuite con equilibrio quasi perfetto tra destro, sinistro, colpi di testa e rigori, fotografia ideale di un centravanti moderno e completo. Simeone, Pellegrino e Davis: il peso dei gol in provincia Tra le storie più affascinanti del campionato ci sono quelle degli attaccanti che hanno combattuto nelle zone più complicate della classifica. Giovanni Simeone (11) ha tenuto il Torino fuori dalle zone più complicate della classifica con la quinta stagione in doppia cifra della sua carriera in Serie A. Decisivo soprattutto al Grande Torino con D’Aversa in panchina, dove è diventato il primo giocatore granata dopo Marco Ferrante a segnare in cinque gare casalinghe consecutive. Nel gioco aereo il “Cholito” resta una certezza assoluta: dal suo esordio in massima serie (2016/17), soltanto Zapata, Pavoletti e Lautaro hanno segnato più gol di testa di lui (21). Mateo Pellegrino ha dominato il gioco aereo come nessun altro attaccante della Serie A. Le sue sei reti di testa rappresentano il miglior dato stagionale del campionato e il record del Parma da quasi vent’anni a questa parte. Ancora più impressionante la percentuale: otto dei suoi dodici gol complessivi in Italia sono arrivati di testa, il 67%, un primato tra gli attaccanti andati in doppia cifra in Serie A dal 2004/05. L’argentino ha inciso in maniera rilevante sulla salvezza ducale, partecipando da solo al 32% delle reti del Parma (nove su ventotto) e trascinando la squadra nei momenti più delicati della stagione. Non a caso, con i suoi gol ha portato ben 13 punti ai crociati, secondo miglior dato del torneo. Ma il peso specifico di Pellegrino va oltre le marcature: è stato il primo “difensore offensivo” del Parma, il simbolo di una squadra che si è aggrappata alla sua fisicità per risalire il campo, respirare e resistere. Il primato stagionale per falli commessi (87) racconta perfettamente il suo modo feroce di stare dentro la partita. Pellegrino è il giocatore che ha ingaggiato più duelli aerei in tutta la Serie A, fungendo sia da terminale offensivo ma anche da primo argine difensivo della squadra di Cuesta. Anche Keinan Davis ha lasciato un segno profondo nella stagione dell’Udinese. Runjaić gli ha cucito addosso un calcio fatto di transizioni, campo aperto e duelli fisici, e l’inglese ha risposto con 10 reti, entrando in un club ristretto: appena il quarto calciatore inglese capace di raggiungere la doppia cifra in una stagione di Serie A. Azzurri a quota 10 Bonazzoli, Scamacca e Orsolini condividono il primato tricolore del torneo con 10 reti a testa. Federico Bonazzoli ha chiuso la stagione come miglior marcatore della Cremonese, provando fino all’ultimo a trascinare i grigiorossi verso la salvezza. La stagione dell’ex Inter si è aperta con una spettacolare rovesciata a San Siro contro il Milan, eletta Iliad Goal of The Month di agosto, ed è proseguita tra giocate estemporanee e una presa di responsabilità totale sulle spalle. Bonazzoli è stato contemporaneamente finalizzatore, sfogo offensivo e punto d’appoggio della Cremonese, tanto da diventare il terzo giocatore per falli subiti (80) nel torneo. Gianluca Scamacca ha chiuso come miglior bomber dell’Atalanta pur giocando soltanto 24 partite e poco più di 1300 minuti. Tre doppiette e una tendenza ormai consolidata alle marcature multiple: dalla sua prima stagione in Serie A, tra gli italiani soltanto Domenico Berardi ha realizzato più doppiette o triplette di lui (nove). Riccardo Orsolini, invece, continua a essere una delle certezze più solide del calcio italiano. Con il Bologna ha raggiunto la doppia cifra per la quarta stagione consecutiva, risultato riuscito soltanto a Marco Di Vaio nella storia moderna rossoblù. Laurienté, Jesús Rodríguez e gli attaccanti che creano Non solo finalizzatori. La Serie A Enilive 2025/26 ha fatto emergere anche gli attaccanti capaci di generare gioco. Armand Laurienté e Jesús Rodríguez hanno guidato la classifica assist tra gli attaccanti con nove passaggi vincenti a testa, solo Dimarco ha fatto meglio nell’intero campionato. Laurienté ha partecipato a 16 reti del Sassuolo, diventando insieme a Dimarco uno dei soli due giocatori del torneo con almeno sette gol e sette assist. Il francese è stato anche autore anche della quarta top performance realizzativa del campionato, con uno scarto positivo gol segnati ed expected goals di +3,73. Jesús Rodríguez ha invece illuminato il Como con qualità, fantasia e rifiniture continue, chiudendo come miglior giovane del torneo per contributi offensivi (11) dopo Kenan Yildiz. Yildiz e Pio Esposito, il futuro è già qui Kenan Yildiz ha confermato di essere uno dei talenti offensivi più elettrici del calcio europeo. Dieci gol e sei assist per il numero 10 della Juventus, primo straniero Under 21 della storia bianconera a raggiungere la doppia cifra in Serie A. Più che un centravanti classico, Yildiz è un creatore di calcio continuo. Nessuno ha tentato più dribbling di lui in campionato: 153, quasi cinque a partita, con picchi impressionanti come gli undici tentati contro il Cagliari. La stellina turca ha messo in mostra una capacità unica di accendere il gioco tra le linee, come dimostra il secondo dato del torneo per passaggi chiave (69). Dietro di lui si è preso spazio anche Francesco Pio Esposito, autore di 10 contributi offensivi (sette gol e tre assist) al primo vero impatto col massimo campionato italiano, confermando di avere tutto per diventare uno dei prossimi riferimenti offensivi dell’Inter e del calcio italiano. Tra gli esordienti si è imposto per certi versi anche Christopher Nkunku. L’attaccante del Milan ha chiuso il campionato con cinque reti su rigore, diventando appena il secondo giocatore rossonero negli ultimi dieci anni di Serie A a raggiungere almeno cinque gol dal dischetto in una singola stagione. Insieme a Vlasic, Nkunku è stato il rigorista più efficace del torneo, impeccabile nei momenti di maggiore pressione. In casa Milan si è distinto anche Rafael Leão: i suoi tre gol da fuori area rappresentano il miglior dato tra gli attaccanti della Serie A, condiviso con Jens Odgaard del Bologna.
  • A
    MARTINEZ 8.4

    MARTINEZ

    Caccia al gol: da Lautaro a Hojlund, l'analisi dei cannonieri della Serie A 25/26

    29-05-2026 07:00

    Exploit inattesi, centravanti dominanti e nuove stelle già protagoniste del presente. Raccontiamo la Serie A Enilive 2025/26 attraverso i suoi bomber: meno prolificità assoluta rispetto al passato, ma una ricchezza di interpreti e stili che ha reso la corsa al gol imprevedibile fino all’ultima giornata. A governare tutti, ancora una volta, è stato Lautaro Martinez. Dietro il capitano dell’Inter, però, si è acceso un mosaico fatto di storie profondamente diverse: l’impatto devastante di Donyell Malen a stagione in corso, la consacrazione di Douvikas col Como, il peso specifico dei gol-salvezza di Pellegrino e la riscossa dei giovani guidati da Kenan Yildiz. Analizziamoli tutti, dal sito della Lega Serie A. Lautaro Martinez, il capitano che entra nella leggenda Lautaro Martinez ha trascinato l’Inter al 21° Scudetto della propria storia conquistando per la seconda volta in carriera il titolo di capocannoniere della Serie A, oltre al premio di Best Striker 2025/26. I suoi 17 gol rappresentano però anche un dato storico: mai, nell’era della Serie A a 20 squadre e dei tre punti a vittoria, il miglior marcatore del campionato aveva chiuso con un bottino così basso. Per trovare un capocannoniere con meno reti bisogna tornare addirittura al 1987/88, quando Diego Armando Maradona vinse la classifica marcatori con 15 gol in una Serie A ancora a 16 squadre. Nel nuovo millennio, la quota minima era stata invece quella dei 21 centri di Alessandro Del Piero nel 2007/08. Lautaro ha dominato il campionato per peso specifico delle sue giocate: 17 gol e 6 assist in 29 presenze, con il primato di ben 10 reti che hanno sbloccato il risultato in favore dell’Inter e indirizzato vittorie pesantissime nella corsa Scudetto. Il capitano nerazzurro ha confermato il proprio repertorio da attaccante totale: otto gol di destro, cinque di sinistro e quattro di testa, tutti arrivati dentro l’area: addirittura 10 reti di movimento su 13 sono arrivate di prima battuta, marchio di fabbrica del “Toro” e della sua ferocia sotto porta. I sei assist rappresentano inoltre il miglior dato della sua carriera interista. È stata anche la stagione che lo ha proiettato ancora più profondamente nella storia del club nerazzurro: Lautaro ha superato Roberto Boninsegna nella classifica marcatori all-time dell’Inter in tutte le competizioni, diventando il terzo miglior realizzatore della storia interista con 175 gol. Malen, l’uragano che ha ribaltato la Roma Se Lautaro ha governato il torneo, Donyell Malen lo ha sconvolto. Arrivato alla Roma nel mercato invernale, l’olandese ha avuto un impatto semplicemente devastante: 14 gol in 18 presenze, numeri da capogiro che hanno cambiato il volto dell’attacco giallorosso. Da quando esiste il mercato invernale, nessuno aveva mai segnato così tanto in Serie A dopo un trasferimento di gennaio. Superato il record di Mario Balotelli, fermo a 12 reti col Milan nel 2012/13. Tra i giocatori con meno di 20 presenze nell’era dei tre punti, soltanto Ronaldo (14 in 19) nel 1998/99 e Ibrahimovic (15 in 19 nel 2020/21) hanno mantenuto una media realizzativa paragonabile. L’impressione è stata quella di un attaccante capace di alterare gli equilibri delle partite da solo: accelerazioni brucianti, conduzioni in campo aperto, senso della porta e una qualità tecnica rarissima ad alta velocità. Malen ha trasformato la profondità in un’arma letale per la Roma di Gasperini. Anche le statistiche avanzate certificano un rendimento fuori scala: un gol ogni cinque tiri tentati e una media di 0.78 reti a partita, la migliore del campionato. A rendere ancora più impressionante il suo impatto c’è poi la capacità di monopolizzare le partite: quattro marcature multiple, più di chiunque altro in Serie A. Douvikas e il Como delle meraviglie Alle spalle di Lautaro e a pari gol con Malen, la più importante rivelazione della stagione si chiama Tasos Douvikas. Con 14 reti, il centravanti greco classe 99’ ha trascinato il Como verso una storica qualificazione in Champions League, diventando il secondo miglior marcatore greco nella storia della Serie A dietro soltanto a Zisis Vryzas. Dopo una prima stagione in riva al lago da comprimario, Douvikas ha compiuto un salto verticale, incarnando perfettamente il calcio offensivo e aggressivo richiesto da Fabregas. Pressing continuo, attacchi alla profondità, lavoro sporco e grande cinismo dentro l’area: il greco è diventato il punto di riferimento offensivo di una delle squadre più spettacolari del campionato. Nel 2026 solo Malen ha segnato più di lui. I suoi 10 gol nel nuovo anno solare hanno sospinto la straordinaria rincorsa europea dei lariani. I numeri raccontano un attaccante chirurgico: un rendimento superiore agli expected goals prodotti - 13 gol su azione a fronte di 10.61 xG - e 14 reti complessive a fronte di appena 31 tiri nello specchio. Thuram, l’uomo della volata Scudetto Marcus Thuram si è preso in carico l’Inter nel periodo di massima pressione, accendendo il motore nel momento decisivo della stagione nerazzurra. Dopo il derby perso contro il Milan e i pareggi contro Atalanta e Fiorentina, l’attaccante francese si è preso sulle spalle il peso offensivo della squadra di Chivu: sei gol e due assist nelle cinque partite che hanno definitivamente indirizzato il campionato. Dalla vittoria sulla Roma fino al match point col Parma, Thuram è stato devastante. 9 dei suoi tredici gol stagionali sono arrivati nel 2026, con un aprile da protagonista assoluto. Grazie alla sua continuità realizzativa, è diventato il secondo giocatore europeo dell’Inter nell’era dei tre punti a trovare il gol in almeno cinque presenze consecutive di Serie A, dopo Christian Vieri. Thuram è entrato inoltre in una cerchia ristrettissima di attaccanti europei capaci di segnare almeno 13 reti in ciascuna delle ultime tre stagioni nei top cinque campionati. Højlund, il centravanti totale del Napoli Il ritorno in Serie A di Rasmus Højlund ha definitivamente consacrato il centravanti danese. Con 12 reti, l’ex Atalanta ha firmato il miglior campionato della sua carriera diventando il riferimento offensivo assoluto del Napoli. Conte ne ha fatto il perno di un attacco dinamico e verticale, valorizzando la sua capacità di alternare gioco spalle alla porta, attacco della profondità e lavoro per la squadra. Nessun giocatore ha inciso quanto lui in termini di punti portati alla propria squadra: ben 16 punti conquistati direttamente grazie ai suoi gol. Tutte le reti sono arrivate dentro l’area, distribuite con equilibrio quasi perfetto tra destro, sinistro, colpi di testa e rigori, fotografia ideale di un centravanti moderno e completo. Simeone, Pellegrino e Davis: il peso dei gol in provincia Tra le storie più affascinanti del campionato ci sono quelle degli attaccanti che hanno combattuto nelle zone più complicate della classifica. Giovanni Simeone (11) ha tenuto il Torino fuori dalle zone più complicate della classifica con la quinta stagione in doppia cifra della sua carriera in Serie A. Decisivo soprattutto al Grande Torino con D’Aversa in panchina, dove è diventato il primo giocatore granata dopo Marco Ferrante a segnare in cinque gare casalinghe consecutive. Nel gioco aereo il “Cholito” resta una certezza assoluta: dal suo esordio in massima serie (2016/17), soltanto Zapata, Pavoletti e Lautaro hanno segnato più gol di testa di lui (21). Mateo Pellegrino ha dominato il gioco aereo come nessun altro attaccante della Serie A. Le sue sei reti di testa rappresentano il miglior dato stagionale del campionato e il record del Parma da quasi vent’anni a questa parte. Ancora più impressionante la percentuale: otto dei suoi dodici gol complessivi in Italia sono arrivati di testa, il 67%, un primato tra gli attaccanti andati in doppia cifra in Serie A dal 2004/05. L’argentino ha inciso in maniera rilevante sulla salvezza ducale, partecipando da solo al 32% delle reti del Parma (nove su ventotto) e trascinando la squadra nei momenti più delicati della stagione. Non a caso, con i suoi gol ha portato ben 13 punti ai crociati, secondo miglior dato del torneo. Ma il peso specifico di Pellegrino va oltre le marcature: è stato il primo “difensore offensivo” del Parma, il simbolo di una squadra che si è aggrappata alla sua fisicità per risalire il campo, respirare e resistere. Il primato stagionale per falli commessi (87) racconta perfettamente il suo modo feroce di stare dentro la partita. Pellegrino è il giocatore che ha ingaggiato più duelli aerei in tutta la Serie A, fungendo sia da terminale offensivo ma anche da primo argine difensivo della squadra di Cuesta. Anche Keinan Davis ha lasciato un segno profondo nella stagione dell’Udinese. Runjaić gli ha cucito addosso un calcio fatto di transizioni, campo aperto e duelli fisici, e l’inglese ha risposto con 10 reti, entrando in un club ristretto: appena il quarto calciatore inglese capace di raggiungere la doppia cifra in una stagione di Serie A. Azzurri a quota 10 Bonazzoli, Scamacca e Orsolini condividono il primato tricolore del torneo con 10 reti a testa. Federico Bonazzoli ha chiuso la stagione come miglior marcatore della Cremonese, provando fino all’ultimo a trascinare i grigiorossi verso la salvezza. La stagione dell’ex Inter si è aperta con una spettacolare rovesciata a San Siro contro il Milan, eletta Iliad Goal of The Month di agosto, ed è proseguita tra giocate estemporanee e una presa di responsabilità totale sulle spalle. Bonazzoli è stato contemporaneamente finalizzatore, sfogo offensivo e punto d’appoggio della Cremonese, tanto da diventare il terzo giocatore per falli subiti (80) nel torneo. Gianluca Scamacca ha chiuso come miglior bomber dell’Atalanta pur giocando soltanto 24 partite e poco più di 1300 minuti. Tre doppiette e una tendenza ormai consolidata alle marcature multiple: dalla sua prima stagione in Serie A, tra gli italiani soltanto Domenico Berardi ha realizzato più doppiette o triplette di lui (nove). Riccardo Orsolini, invece, continua a essere una delle certezze più solide del calcio italiano. Con il Bologna ha raggiunto la doppia cifra per la quarta stagione consecutiva, risultato riuscito soltanto a Marco Di Vaio nella storia moderna rossoblù. Laurienté, Jesús Rodríguez e gli attaccanti che creano Non solo finalizzatori. La Serie A Enilive 2025/26 ha fatto emergere anche gli attaccanti capaci di generare gioco. Armand Laurienté e Jesús Rodríguez hanno guidato la classifica assist tra gli attaccanti con nove passaggi vincenti a testa, solo Dimarco ha fatto meglio nell’intero campionato. Laurienté ha partecipato a 16 reti del Sassuolo, diventando insieme a Dimarco uno dei soli due giocatori del torneo con almeno sette gol e sette assist. Il francese è stato anche autore anche della quarta top performance realizzativa del campionato, con uno scarto positivo gol segnati ed expected goals di +3,73. Jesús Rodríguez ha invece illuminato il Como con qualità, fantasia e rifiniture continue, chiudendo come miglior giovane del torneo per contributi offensivi (11) dopo Kenan Yildiz. Yildiz e Pio Esposito, il futuro è già qui Kenan Yildiz ha confermato di essere uno dei talenti offensivi più elettrici del calcio europeo. Dieci gol e sei assist per il numero 10 della Juventus, primo straniero Under 21 della storia bianconera a raggiungere la doppia cifra in Serie A. Più che un centravanti classico, Yildiz è un creatore di calcio continuo. Nessuno ha tentato più dribbling di lui in campionato: 153, quasi cinque a partita, con picchi impressionanti come gli undici tentati contro il Cagliari. La stellina turca ha messo in mostra una capacità unica di accendere il gioco tra le linee, come dimostra il secondo dato del torneo per passaggi chiave (69). Dietro di lui si è preso spazio anche Francesco Pio Esposito, autore di 10 contributi offensivi (sette gol e tre assist) al primo vero impatto col massimo campionato italiano, confermando di avere tutto per diventare uno dei prossimi riferimenti offensivi dell’Inter e del calcio italiano. Tra gli esordienti si è imposto per certi versi anche Christopher Nkunku. L’attaccante del Milan ha chiuso il campionato con cinque reti su rigore, diventando appena il secondo giocatore rossonero negli ultimi dieci anni di Serie A a raggiungere almeno cinque gol dal dischetto in una singola stagione. Insieme a Vlasic, Nkunku è stato il rigorista più efficace del torneo, impeccabile nei momenti di maggiore pressione. In casa Milan si è distinto anche Rafael Leão: i suoi tre gol da fuori area rappresentano il miglior dato tra gli attaccanti della Serie A, condiviso con Jens Odgaard del Bologna.
  • D
    ROMAGNOLI 6.4

    ROMAGNOLI

    Lazio, Romagnoli resta con Gattuso? La situazione

    28-05-2026 18:58

    Il futuro di Alessio Romagnoli resta tutto da scrivere. Il difensore della Lazio continua a riflettere sulla possibilità di lasciare il club biancoceleste e, nelle ultime ore, avrebbe avuto anche un contatto diretto con Gennaro Gattuso. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, il tecnico conosce perfettamente la situazione del centrale, con cui ha condiviso l’esperienza al Milan. Romagnoli starebbe infatti valutando nuovamente il proprio futuro dopo il trasferimento sfumato a gennaio con l’Al Sadd. Il difensore ha un contratto con la Lazio fino al 2027, ma al momento non avrebbe ricevuto segnali concreti dalla società biancoceleste per un nuovo progetto attorno a lui. Il giocatore continua ad aspettare sviluppi dal Qatar, dove già nei mesi scorsi era stata messa sul tavolo una proposta molto importante: circa 6 milioni di euro a stagione per tre anni. Una cifra che inevitabilmente resta centrale nelle riflessioni del difensore. Non ci sono però soltanto aspetti economici. Romagnoli starebbe valutando attentamente anche il contesto generale, compresi gli scenari geopolitici che già a gennaio avevano acceso dubbi sulla possibilità di trasferirsi in Qatar. Inoltre, il possibile addio di Roberto Mancini dalla panchina dell’Al Sadd rappresenterebbe un altro elemento da considerare. Intanto una scelta sembra già presa: in caso di addio alla Lazio, Romagnoli non prenderebbe in considerazione offerte di altri club italiani. Per rispetto verso il legame con il mondo biancoceleste, il suo eventuale futuro sarebbe soltanto all’estero.
  • C
    LOCATELLI 6.3

    LOCATELLI

    Juventus, Locatelli: "Non aver centrato l’obiettivo fa male, il dolore si sente ancora"

    28-05-2026 17:40

    È passata quasi una settimana dal derby della Mole che ha chiuso la stagione della Juventus. Nelle ultime giornate del campionato i bianconeri hanno visto sfumare l'obiettivo Champions League, motivo di forte delusione come ribadito dal centrocampista Manuel Locatelli in un post pubblicato su Instagram. Juventus, le parole di Locatelli "La stagione non è finita come volevamo. Non aver centrato l’obiettivo fa male, e il dolore si sente ancora. Perché alla Juventus non basta provarci, non basta giocarsela fino all’ultimo: bisogna dimostrare ogni giorno di meritarsi questa maglia, di saperne portare il peso e la responsabilità nei momenti più delicati. È la sua storia che te lo impone. Ma questa delusione deve servirci da lezione. Deve essere il nostro motore, il punto da cui ripartire con fame, ambizione e senso d’appartenenza. Per tracciare una strada che possa riportare la Juve a essere la Juve, quella che rende orgogliosi i nostri splendidi tifosi. Il mio desiderio di dare tutto per questi colori è sempre più forte, e non vedo già l’ora di dimostrarlo. Fino alla Fine".
  • C
    ZIELINSKI 6.0

    ZIELINSKI

    FantAffari & FantAllenatore - Speciale top 11 della stagione

    28-05-2026 14:30

    Pochi giorni fa si è chiusa la stagione 2024/25 della Serie A e con essa ha chiuso i battenti anche l'ennesima stagione del nostro amato Fantacalcio, il momento è dunque propizio per stilare i bilanci. Il campionato si è concluso con la vittoria dell'Inter, i nerazzurri hanno dominato a lungo in vetta alla classifica e la certezza matematica è arrivata ben prima della trentottesima giornata. Alle spalle della formazione di Chivu si è piazzato il Napoli: nonostante la stagione ricca di infortuni Conte ha portato gli azzurri alla seconda piazza. A chiudere i piazzamenti Champions sono state, abbastanza inaspettatamente, Roma e Como; Milan e Juventus sono crollate nel finale e non hanno saputo rialzare la testa, a loro toccherà il compito di calcare i campi dell'Europa League, con l'Atalanta che invece rappresenterà il calcio italiano in Conference League. A salutare la Serie A sono state invece Pisa, Verona e Cremonese. Per quanto riguarda il Fantacalcio sono state tantissime le liete sorprese e molti i flop inattesi. Noi di FantAffari & Fantallenatore approfittiamo della fine della stagione per vedere quali sono stati i migliori colpi di quest'annata, mentre tra sette giorni sarà il turno di coloro che hanno maggiormente deluso, almeno in termini di crediti. Portieri - La quotazione più cresciuta al Fantacalcio Vanja Milinkovic-Savic - Quotazione iniziale 4 - Quotazione finale 17 - Differenza +13 - Quando è arrivato a Napoli in molti hanno pensato che potesse essere solamente un'alternativa di lusso a Meret. Complice anche l'infortunio del portiere friulano, però, gigante serbo ha saputo conquistarsi la fiducia di Conte e i gradi da titolare. Alla solita sicurezza dei pali l'ex Torino ha poi aggiunto la specialità della casa: i rigori parati. Tre le prodezze sfoderate quest'anno di cui due consecutive a cavallo tra la settima e l'ottava giornata. Chi ad inizio anno lo ha acquistato come riserva di Meret si è trovato ben presto ad invertire le gerarchie, ma ancora meglio hanno fatto coloro che, pur senza sicurezze, lo hanno acquistato senza avere in rosa l'italiano. Difensori - Le quotazioni più cresciute al Fantacalcio Federico Dimarco - Quotazione iniziale 19 - Quotazione finale 30 - Differenza +11 - Le aspettative sull'esterno dell'Inter erano già alte prima dell'inizio della stagione, come dimostra ampiamente la sua quotazione iniziale, tuttavia nessuno si aspettava un rendimento così eccelso da parte sua. 35 partite a voto 7 gol e ben 17 assist: un'autentica manna dal cielo per il Fantacalcio e un fattore determinante nella cavalcata tricolore dell'Inter. Difficilmente si è visto un difensore così impattante, chi lo ha acquistato la scorsa estate si è portato a casa un difensore che, da solo, poteva spostare gli equilibri in qualsiasi lega di Fantacalcio. Marc Oliver Kempf - Quotazione iniziale 5 - Quotazione finale 16 - Differenza +11 - Per chi ci ha seguito durante l'arco della stagione non può essere una sorpresa che il tedesco si trovi in questa top undici. Nella difesa del Como ci sono stati pochi "titolarissimi", ma Kempf è riuscito comunque a mettere assieme ben 27 dal primo minuto, arrivando a 29 a voto in totale. Per lui sono state 4 le reti, mettendo la firma anche negli scontro diretti per la Champions con Milan e Juventus. Partito da una quotazione iniziale modesta, si è rivelato uno dei migliori fantAffari dell'intero reparto difensivo. Marco Palestra - Quotazione iniziale 3 - Quotazione finale 16 - Differenza +13 - C'erano davvero pochi dubbi su chi potesse essere il miglior fantAffare in difesa nella stagione appena conclusa. L'esterno di proprietà dell'Atalanta è arrivato al Cagliari a stagione già iniziata, esordendo subito alla seconda giornata senza più lasciare il campo. Alla fine sono state infatti 37 le partite a voto, con un grandissimo impatto sul gioco impostato da Pisacane. Più di una volta in stagione si è visto il Cagliari affidarsi alle sue sgroppate per cercare di uscire dalle situazioni più difficili e lui ha ripagato tutta questa fiducia con una rete e quattro assist, ma soprattutto con una grandissima abnegazione in entrambe le fasi di gioco. Centrocampisti - Le quotazioni più cresciute al Fantacalcio Ismael Koné - Quotazione iniziale 6 - Quotazione finale 17 - Differenza +11 - Nato ad Abidjan in Costa d'Avorio, naturalizzato canadese, ha fatto l'esordio in MLS prima di essere acquistato dal Watford, poi i passaggi all'Olympique Marsiglia e al Rennes, fino ad accasarsi al Sassuolo. A 24 anni Koné ha già vissuto mille vite, calcistiche e non, ora in Italia sembra aver trovato la sua dimensione e Sassuolo sembra essere per lui solo un trampolino di lancio. 35 partite a voto e 6 gol, chi ha puntato su di lui come scommessa nella scorsa estate può dire serenamente di averla vinta. Arthur Atta - Quotazione iniziale 6 - Quotazione finale 20 - Differenza +14 - Alla sua seconda stagione con la maglia dell'Udinese il classe 2003 ha iniziato finalmente a far vedere tutte le sue qualità. L'anno scorso aveva messo a referto 23 presenze a voto, senza mai timbrare il cartellino. Quest'anno aveva fatto intuire che l'aria era cambiata già nel primo turno preliminare di Coppa Italia segnando contro la Carrarese, in campionato ha poi confermato il suo buon feeling con il bonus chiudendo con 5 gol e 3 assist in 32 presenze. Il francese ha dimostrato di poter stare a questo livello e non ci stupiremmo se su di lui risuonassero fortissime le sirene del mercato. Martin Baturina - Quotazione iniziale 9 - Quotazione finale 24 - Differenza +15 - Al suo arrivo a Como si era molto parlato di lui, centrocampista estremamente talentuoso e decisamente prolifico. Il suo avvio di stagione però aveva ampiamente deluso tutti con pochissime presenze e la prima sufficienza arrivata addirittura solamente all'ottava giornata. Il primo segnale di ripresa è arrivato alla dodicesima con il gol al Torino, ma il vero switch è arrivato alla ventesima: gol del pareggio contro al Bologna in pieno recupero e una fiducia in sé stessa schizzata alle stelle. Dopo quel gol ne sono arrivati immediatamente altri due conditi da altrettanti assist; da possibile meteora a certezza al Fantacalcio e per il Como. Piotr Zielinski - Quotazione iniziale 4 - Quotazione finale 20 - Differenza +16 - Si dice spesso che la classe non ha età e la stagione del centrocampista polacco ne è uno dei più fulgidi esempi. Partito quasi come comparsa nella rosa a disposizione di Chivu, l'ex Napoli ha saputo conquistare sempre maggior fiducia e minutaggio, rispolverando quelle meravigliose qualità balistiche che già in passato avevano fatto gioire i tifosi di Brescia e Napoli. 6 gol e 2 assist per lui, secondo centrocampista dell'Inter per fantamedia alle spalle dell'altro grande vecchio Hakan Calhanoglu. Attaccanti - Le quotazioni più cresciute al Fantacalcio Ange-Yoan Bonny - Quotazione iniziale 5 - Quotazione finale 20 - Differenza +15 - In realtà sono due gli attaccanti che hanno chiuso il proprio campionato con una variazione positiva di quotazione di 15 crediti ed entrambi vestono la maglia dell'Inter. L'altro nerazzurro che ha visto lievitare così il suo valore è il giovane Esposito, ma in questa top 11 abbiamo inserito anzi l'ex Parma in quanto partito da una quotazione iniziale inferiore e quindi ancora più "affare" nel senso più ampio del termine. Partito come quarta scelta del reparto offensivo interista, l'attaccante ivoriano ha confermato questa sua posizione anche con i numeri visto che è quello con meno presenze, ma nelle sue 27 apparizioni sono stati ben nove i bonus messi a referto: 5 gol e 4 assist, con il momento più alto alla sesta giornata quando ha bucato una volta le mani di Silvestri e fornito tre assist nel poker rifilato dall'Inter alla Cremonese. Tasos Douvikas - Quotazione iniziale 8 - Quotazione finale 26 - Differenza +18 - Al momento della firma di Morata per il Como tutti pensavano che le possibilità di Douvikas di essere il titolare della squadra di Fabregas fossero pressoché nulle. Il greco però ha dimostrato di avere la grinta e la fame di gol giusti per ribaltare questi affrettatissimi giudizi, sfruttando anche il clamoroso flop del compagno spagnolo. Alla fine l'ex Celta ha totalizzato un bottino di ben 14 gol, risultando il miglior marcatore del campionato alle spalle del capitano dell'Inter Lautaro Martinez. Un rendimento clamoroso che ha fatto gioire tutti quei fantallenatori che lo avevano acquistato a prezzo di saldo la scorsa estate. Federico Bonazzoli - Quotazione iniziale 1 - Quotazione finale 22 - Differenza +21 - Chi l'avrebbe mai detto che il miglior affare della stagione potesse provenire da una squadra retrocessa? Eppure Federico Bonazzoli ha sovvertito anche questi pregiudizi. Da lui ci si aspettava una stagione da comprimario, chiuso dai titolari Vardy e Sanabria, oltre a portarsi dietro la nomea di un attaccante poco prolifico, visto che finora nella sua carriera era arrivato solamente una volta in doppia cifra in campionato, considerando anche le stagioni giocate in Serie B. Invece il grigiorosso ha saputo riscattarsi, battezzando subito positivamente la sua stagione con un gol alla prima giornata contro il Milan e chiudendola con 10 e 2 assist, facendo molto meglio di tanti altri attaccanti che la scorsa estate erano considerati "primi slot" come Leao o Kean. Difficilmente scenderà di nuovo di categoria, per quello vi suggeriamo di segnarvi il suo nome in vista della prossima stagione.
  • P
    MERET 6.6

    MERET

    FantAffari & FantAllenatore - Speciale top 11 della stagione

    28-05-2026 14:30

    Pochi giorni fa si è chiusa la stagione 2024/25 della Serie A e con essa ha chiuso i battenti anche l'ennesima stagione del nostro amato Fantacalcio, il momento è dunque propizio per stilare i bilanci. Il campionato si è concluso con la vittoria dell'Inter, i nerazzurri hanno dominato a lungo in vetta alla classifica e la certezza matematica è arrivata ben prima della trentottesima giornata. Alle spalle della formazione di Chivu si è piazzato il Napoli: nonostante la stagione ricca di infortuni Conte ha portato gli azzurri alla seconda piazza. A chiudere i piazzamenti Champions sono state, abbastanza inaspettatamente, Roma e Como; Milan e Juventus sono crollate nel finale e non hanno saputo rialzare la testa, a loro toccherà il compito di calcare i campi dell'Europa League, con l'Atalanta che invece rappresenterà il calcio italiano in Conference League. A salutare la Serie A sono state invece Pisa, Verona e Cremonese. Per quanto riguarda il Fantacalcio sono state tantissime le liete sorprese e molti i flop inattesi. Noi di FantAffari & Fantallenatore approfittiamo della fine della stagione per vedere quali sono stati i migliori colpi di quest'annata, mentre tra sette giorni sarà il turno di coloro che hanno maggiormente deluso, almeno in termini di crediti. Portieri - La quotazione più cresciuta al Fantacalcio Vanja Milinkovic-Savic - Quotazione iniziale 4 - Quotazione finale 17 - Differenza +13 - Quando è arrivato a Napoli in molti hanno pensato che potesse essere solamente un'alternativa di lusso a Meret. Complice anche l'infortunio del portiere friulano, però, gigante serbo ha saputo conquistarsi la fiducia di Conte e i gradi da titolare. Alla solita sicurezza dei pali l'ex Torino ha poi aggiunto la specialità della casa: i rigori parati. Tre le prodezze sfoderate quest'anno di cui due consecutive a cavallo tra la settima e l'ottava giornata. Chi ad inizio anno lo ha acquistato come riserva di Meret si è trovato ben presto ad invertire le gerarchie, ma ancora meglio hanno fatto coloro che, pur senza sicurezze, lo hanno acquistato senza avere in rosa l'italiano. Difensori - Le quotazioni più cresciute al Fantacalcio Federico Dimarco - Quotazione iniziale 19 - Quotazione finale 30 - Differenza +11 - Le aspettative sull'esterno dell'Inter erano già alte prima dell'inizio della stagione, come dimostra ampiamente la sua quotazione iniziale, tuttavia nessuno si aspettava un rendimento così eccelso da parte sua. 35 partite a voto 7 gol e ben 17 assist: un'autentica manna dal cielo per il Fantacalcio e un fattore determinante nella cavalcata tricolore dell'Inter. Difficilmente si è visto un difensore così impattante, chi lo ha acquistato la scorsa estate si è portato a casa un difensore che, da solo, poteva spostare gli equilibri in qualsiasi lega di Fantacalcio. Marc Oliver Kempf - Quotazione iniziale 5 - Quotazione finale 16 - Differenza +11 - Per chi ci ha seguito durante l'arco della stagione non può essere una sorpresa che il tedesco si trovi in questa top undici. Nella difesa del Como ci sono stati pochi "titolarissimi", ma Kempf è riuscito comunque a mettere assieme ben 27 dal primo minuto, arrivando a 29 a voto in totale. Per lui sono state 4 le reti, mettendo la firma anche negli scontro diretti per la Champions con Milan e Juventus. Partito da una quotazione iniziale modesta, si è rivelato uno dei migliori fantAffari dell'intero reparto difensivo. Marco Palestra - Quotazione iniziale 3 - Quotazione finale 16 - Differenza +13 - C'erano davvero pochi dubbi su chi potesse essere il miglior fantAffare in difesa nella stagione appena conclusa. L'esterno di proprietà dell'Atalanta è arrivato al Cagliari a stagione già iniziata, esordendo subito alla seconda giornata senza più lasciare il campo. Alla fine sono state infatti 37 le partite a voto, con un grandissimo impatto sul gioco impostato da Pisacane. Più di una volta in stagione si è visto il Cagliari affidarsi alle sue sgroppate per cercare di uscire dalle situazioni più difficili e lui ha ripagato tutta questa fiducia con una rete e quattro assist, ma soprattutto con una grandissima abnegazione in entrambe le fasi di gioco. Centrocampisti - Le quotazioni più cresciute al Fantacalcio Ismael Koné - Quotazione iniziale 6 - Quotazione finale 17 - Differenza +11 - Nato ad Abidjan in Costa d'Avorio, naturalizzato canadese, ha fatto l'esordio in MLS prima di essere acquistato dal Watford, poi i passaggi all'Olympique Marsiglia e al Rennes, fino ad accasarsi al Sassuolo. A 24 anni Koné ha già vissuto mille vite, calcistiche e non, ora in Italia sembra aver trovato la sua dimensione e Sassuolo sembra essere per lui solo un trampolino di lancio. 35 partite a voto e 6 gol, chi ha puntato su di lui come scommessa nella scorsa estate può dire serenamente di averla vinta. Arthur Atta - Quotazione iniziale 6 - Quotazione finale 20 - Differenza +14 - Alla sua seconda stagione con la maglia dell'Udinese il classe 2003 ha iniziato finalmente a far vedere tutte le sue qualità. L'anno scorso aveva messo a referto 23 presenze a voto, senza mai timbrare il cartellino. Quest'anno aveva fatto intuire che l'aria era cambiata già nel primo turno preliminare di Coppa Italia segnando contro la Carrarese, in campionato ha poi confermato il suo buon feeling con il bonus chiudendo con 5 gol e 3 assist in 32 presenze. Il francese ha dimostrato di poter stare a questo livello e non ci stupiremmo se su di lui risuonassero fortissime le sirene del mercato. Martin Baturina - Quotazione iniziale 9 - Quotazione finale 24 - Differenza +15 - Al suo arrivo a Como si era molto parlato di lui, centrocampista estremamente talentuoso e decisamente prolifico. Il suo avvio di stagione però aveva ampiamente deluso tutti con pochissime presenze e la prima sufficienza arrivata addirittura solamente all'ottava giornata. Il primo segnale di ripresa è arrivato alla dodicesima con il gol al Torino, ma il vero switch è arrivato alla ventesima: gol del pareggio contro al Bologna in pieno recupero e una fiducia in sé stessa schizzata alle stelle. Dopo quel gol ne sono arrivati immediatamente altri due conditi da altrettanti assist; da possibile meteora a certezza al Fantacalcio e per il Como. Piotr Zielinski - Quotazione iniziale 4 - Quotazione finale 20 - Differenza +16 - Si dice spesso che la classe non ha età e la stagione del centrocampista polacco ne è uno dei più fulgidi esempi. Partito quasi come comparsa nella rosa a disposizione di Chivu, l'ex Napoli ha saputo conquistare sempre maggior fiducia e minutaggio, rispolverando quelle meravigliose qualità balistiche che già in passato avevano fatto gioire i tifosi di Brescia e Napoli. 6 gol e 2 assist per lui, secondo centrocampista dell'Inter per fantamedia alle spalle dell'altro grande vecchio Hakan Calhanoglu. Attaccanti - Le quotazioni più cresciute al Fantacalcio Ange-Yoan Bonny - Quotazione iniziale 5 - Quotazione finale 20 - Differenza +15 - In realtà sono due gli attaccanti che hanno chiuso il proprio campionato con una variazione positiva di quotazione di 15 crediti ed entrambi vestono la maglia dell'Inter. L'altro nerazzurro che ha visto lievitare così il suo valore è il giovane Esposito, ma in questa top 11 abbiamo inserito anzi l'ex Parma in quanto partito da una quotazione iniziale inferiore e quindi ancora più "affare" nel senso più ampio del termine. Partito come quarta scelta del reparto offensivo interista, l'attaccante ivoriano ha confermato questa sua posizione anche con i numeri visto che è quello con meno presenze, ma nelle sue 27 apparizioni sono stati ben nove i bonus messi a referto: 5 gol e 4 assist, con il momento più alto alla sesta giornata quando ha bucato una volta le mani di Silvestri e fornito tre assist nel poker rifilato dall'Inter alla Cremonese. Tasos Douvikas - Quotazione iniziale 8 - Quotazione finale 26 - Differenza +18 - Al momento della firma di Morata per il Como tutti pensavano che le possibilità di Douvikas di essere il titolare della squadra di Fabregas fossero pressoché nulle. Il greco però ha dimostrato di avere la grinta e la fame di gol giusti per ribaltare questi affrettatissimi giudizi, sfruttando anche il clamoroso flop del compagno spagnolo. Alla fine l'ex Celta ha totalizzato un bottino di ben 14 gol, risultando il miglior marcatore del campionato alle spalle del capitano dell'Inter Lautaro Martinez. Un rendimento clamoroso che ha fatto gioire tutti quei fantallenatori che lo avevano acquistato a prezzo di saldo la scorsa estate. Federico Bonazzoli - Quotazione iniziale 1 - Quotazione finale 22 - Differenza +21 - Chi l'avrebbe mai detto che il miglior affare della stagione potesse provenire da una squadra retrocessa? Eppure Federico Bonazzoli ha sovvertito anche questi pregiudizi. Da lui ci si aspettava una stagione da comprimario, chiuso dai titolari Vardy e Sanabria, oltre a portarsi dietro la nomea di un attaccante poco prolifico, visto che finora nella sua carriera era arrivato solamente una volta in doppia cifra in campionato, considerando anche le stagioni giocate in Serie B. Invece il grigiorosso ha saputo riscattarsi, battezzando subito positivamente la sua stagione con un gol alla prima giornata contro il Milan e chiudendola con 10 e 2 assist, facendo molto meglio di tanti altri attaccanti che la scorsa estate erano considerati "primi slot" come Leao o Kean. Difficilmente scenderà di nuovo di categoria, per quello vi suggeriamo di segnarvi il suo nome in vista della prossima stagione.
  • A
    BONAZZOLI 5.7

    BONAZZOLI

    FantAffari & FantAllenatore - Speciale top 11 della stagione

    28-05-2026 14:30

    Pochi giorni fa si è chiusa la stagione 2024/25 della Serie A e con essa ha chiuso i battenti anche l'ennesima stagione del nostro amato Fantacalcio, il momento è dunque propizio per stilare i bilanci. Il campionato si è concluso con la vittoria dell'Inter, i nerazzurri hanno dominato a lungo in vetta alla classifica e la certezza matematica è arrivata ben prima della trentottesima giornata. Alle spalle della formazione di Chivu si è piazzato il Napoli: nonostante la stagione ricca di infortuni Conte ha portato gli azzurri alla seconda piazza. A chiudere i piazzamenti Champions sono state, abbastanza inaspettatamente, Roma e Como; Milan e Juventus sono crollate nel finale e non hanno saputo rialzare la testa, a loro toccherà il compito di calcare i campi dell'Europa League, con l'Atalanta che invece rappresenterà il calcio italiano in Conference League. A salutare la Serie A sono state invece Pisa, Verona e Cremonese. Per quanto riguarda il Fantacalcio sono state tantissime le liete sorprese e molti i flop inattesi. Noi di FantAffari & Fantallenatore approfittiamo della fine della stagione per vedere quali sono stati i migliori colpi di quest'annata, mentre tra sette giorni sarà il turno di coloro che hanno maggiormente deluso, almeno in termini di crediti. Portieri - La quotazione più cresciuta al Fantacalcio Vanja Milinkovic-Savic - Quotazione iniziale 4 - Quotazione finale 17 - Differenza +13 - Quando è arrivato a Napoli in molti hanno pensato che potesse essere solamente un'alternativa di lusso a Meret. Complice anche l'infortunio del portiere friulano, però, gigante serbo ha saputo conquistarsi la fiducia di Conte e i gradi da titolare. Alla solita sicurezza dei pali l'ex Torino ha poi aggiunto la specialità della casa: i rigori parati. Tre le prodezze sfoderate quest'anno di cui due consecutive a cavallo tra la settima e l'ottava giornata. Chi ad inizio anno lo ha acquistato come riserva di Meret si è trovato ben presto ad invertire le gerarchie, ma ancora meglio hanno fatto coloro che, pur senza sicurezze, lo hanno acquistato senza avere in rosa l'italiano. Difensori - Le quotazioni più cresciute al Fantacalcio Federico Dimarco - Quotazione iniziale 19 - Quotazione finale 30 - Differenza +11 - Le aspettative sull'esterno dell'Inter erano già alte prima dell'inizio della stagione, come dimostra ampiamente la sua quotazione iniziale, tuttavia nessuno si aspettava un rendimento così eccelso da parte sua. 35 partite a voto 7 gol e ben 17 assist: un'autentica manna dal cielo per il Fantacalcio e un fattore determinante nella cavalcata tricolore dell'Inter. Difficilmente si è visto un difensore così impattante, chi lo ha acquistato la scorsa estate si è portato a casa un difensore che, da solo, poteva spostare gli equilibri in qualsiasi lega di Fantacalcio. Marc Oliver Kempf - Quotazione iniziale 5 - Quotazione finale 16 - Differenza +11 - Per chi ci ha seguito durante l'arco della stagione non può essere una sorpresa che il tedesco si trovi in questa top undici. Nella difesa del Como ci sono stati pochi "titolarissimi", ma Kempf è riuscito comunque a mettere assieme ben 27 dal primo minuto, arrivando a 29 a voto in totale. Per lui sono state 4 le reti, mettendo la firma anche negli scontro diretti per la Champions con Milan e Juventus. Partito da una quotazione iniziale modesta, si è rivelato uno dei migliori fantAffari dell'intero reparto difensivo. Marco Palestra - Quotazione iniziale 3 - Quotazione finale 16 - Differenza +13 - C'erano davvero pochi dubbi su chi potesse essere il miglior fantAffare in difesa nella stagione appena conclusa. L'esterno di proprietà dell'Atalanta è arrivato al Cagliari a stagione già iniziata, esordendo subito alla seconda giornata senza più lasciare il campo. Alla fine sono state infatti 37 le partite a voto, con un grandissimo impatto sul gioco impostato da Pisacane. Più di una volta in stagione si è visto il Cagliari affidarsi alle sue sgroppate per cercare di uscire dalle situazioni più difficili e lui ha ripagato tutta questa fiducia con una rete e quattro assist, ma soprattutto con una grandissima abnegazione in entrambe le fasi di gioco. Centrocampisti - Le quotazioni più cresciute al Fantacalcio Ismael Koné - Quotazione iniziale 6 - Quotazione finale 17 - Differenza +11 - Nato ad Abidjan in Costa d'Avorio, naturalizzato canadese, ha fatto l'esordio in MLS prima di essere acquistato dal Watford, poi i passaggi all'Olympique Marsiglia e al Rennes, fino ad accasarsi al Sassuolo. A 24 anni Koné ha già vissuto mille vite, calcistiche e non, ora in Italia sembra aver trovato la sua dimensione e Sassuolo sembra essere per lui solo un trampolino di lancio. 35 partite a voto e 6 gol, chi ha puntato su di lui come scommessa nella scorsa estate può dire serenamente di averla vinta. Arthur Atta - Quotazione iniziale 6 - Quotazione finale 20 - Differenza +14 - Alla sua seconda stagione con la maglia dell'Udinese il classe 2003 ha iniziato finalmente a far vedere tutte le sue qualità. L'anno scorso aveva messo a referto 23 presenze a voto, senza mai timbrare il cartellino. Quest'anno aveva fatto intuire che l'aria era cambiata già nel primo turno preliminare di Coppa Italia segnando contro la Carrarese, in campionato ha poi confermato il suo buon feeling con il bonus chiudendo con 5 gol e 3 assist in 32 presenze. Il francese ha dimostrato di poter stare a questo livello e non ci stupiremmo se su di lui risuonassero fortissime le sirene del mercato. Martin Baturina - Quotazione iniziale 9 - Quotazione finale 24 - Differenza +15 - Al suo arrivo a Como si era molto parlato di lui, centrocampista estremamente talentuoso e decisamente prolifico. Il suo avvio di stagione però aveva ampiamente deluso tutti con pochissime presenze e la prima sufficienza arrivata addirittura solamente all'ottava giornata. Il primo segnale di ripresa è arrivato alla dodicesima con il gol al Torino, ma il vero switch è arrivato alla ventesima: gol del pareggio contro al Bologna in pieno recupero e una fiducia in sé stessa schizzata alle stelle. Dopo quel gol ne sono arrivati immediatamente altri due conditi da altrettanti assist; da possibile meteora a certezza al Fantacalcio e per il Como. Piotr Zielinski - Quotazione iniziale 4 - Quotazione finale 20 - Differenza +16 - Si dice spesso che la classe non ha età e la stagione del centrocampista polacco ne è uno dei più fulgidi esempi. Partito quasi come comparsa nella rosa a disposizione di Chivu, l'ex Napoli ha saputo conquistare sempre maggior fiducia e minutaggio, rispolverando quelle meravigliose qualità balistiche che già in passato avevano fatto gioire i tifosi di Brescia e Napoli. 6 gol e 2 assist per lui, secondo centrocampista dell'Inter per fantamedia alle spalle dell'altro grande vecchio Hakan Calhanoglu. Attaccanti - Le quotazioni più cresciute al Fantacalcio Ange-Yoan Bonny - Quotazione iniziale 5 - Quotazione finale 20 - Differenza +15 - In realtà sono due gli attaccanti che hanno chiuso il proprio campionato con una variazione positiva di quotazione di 15 crediti ed entrambi vestono la maglia dell'Inter. L'altro nerazzurro che ha visto lievitare così il suo valore è il giovane Esposito, ma in questa top 11 abbiamo inserito anzi l'ex Parma in quanto partito da una quotazione iniziale inferiore e quindi ancora più "affare" nel senso più ampio del termine. Partito come quarta scelta del reparto offensivo interista, l'attaccante ivoriano ha confermato questa sua posizione anche con i numeri visto che è quello con meno presenze, ma nelle sue 27 apparizioni sono stati ben nove i bonus messi a referto: 5 gol e 4 assist, con il momento più alto alla sesta giornata quando ha bucato una volta le mani di Silvestri e fornito tre assist nel poker rifilato dall'Inter alla Cremonese. Tasos Douvikas - Quotazione iniziale 8 - Quotazione finale 26 - Differenza +18 - Al momento della firma di Morata per il Como tutti pensavano che le possibilità di Douvikas di essere il titolare della squadra di Fabregas fossero pressoché nulle. Il greco però ha dimostrato di avere la grinta e la fame di gol giusti per ribaltare questi affrettatissimi giudizi, sfruttando anche il clamoroso flop del compagno spagnolo. Alla fine l'ex Celta ha totalizzato un bottino di ben 14 gol, risultando il miglior marcatore del campionato alle spalle del capitano dell'Inter Lautaro Martinez. Un rendimento clamoroso che ha fatto gioire tutti quei fantallenatori che lo avevano acquistato a prezzo di saldo la scorsa estate. Federico Bonazzoli - Quotazione iniziale 1 - Quotazione finale 22 - Differenza +21 - Chi l'avrebbe mai detto che il miglior affare della stagione potesse provenire da una squadra retrocessa? Eppure Federico Bonazzoli ha sovvertito anche questi pregiudizi. Da lui ci si aspettava una stagione da comprimario, chiuso dai titolari Vardy e Sanabria, oltre a portarsi dietro la nomea di un attaccante poco prolifico, visto che finora nella sua carriera era arrivato solamente una volta in doppia cifra in campionato, considerando anche le stagioni giocate in Serie B. Invece il grigiorosso ha saputo riscattarsi, battezzando subito positivamente la sua stagione con un gol alla prima giornata contro il Milan e chiudendola con 10 e 2 assist, facendo molto meglio di tanti altri attaccanti che la scorsa estate erano considerati "primi slot" come Leao o Kean. Difficilmente scenderà di nuovo di categoria, per quello vi suggeriamo di segnarvi il suo nome in vista della prossima stagione.
  • C
    CALHANOGLU 7.4

    CALHANOGLU

    FantAffari & FantAllenatore - Speciale top 11 della stagione

    28-05-2026 14:30

    Pochi giorni fa si è chiusa la stagione 2024/25 della Serie A e con essa ha chiuso i battenti anche l'ennesima stagione del nostro amato Fantacalcio, il momento è dunque propizio per stilare i bilanci. Il campionato si è concluso con la vittoria dell'Inter, i nerazzurri hanno dominato a lungo in vetta alla classifica e la certezza matematica è arrivata ben prima della trentottesima giornata. Alle spalle della formazione di Chivu si è piazzato il Napoli: nonostante la stagione ricca di infortuni Conte ha portato gli azzurri alla seconda piazza. A chiudere i piazzamenti Champions sono state, abbastanza inaspettatamente, Roma e Como; Milan e Juventus sono crollate nel finale e non hanno saputo rialzare la testa, a loro toccherà il compito di calcare i campi dell'Europa League, con l'Atalanta che invece rappresenterà il calcio italiano in Conference League. A salutare la Serie A sono state invece Pisa, Verona e Cremonese. Per quanto riguarda il Fantacalcio sono state tantissime le liete sorprese e molti i flop inattesi. Noi di FantAffari & Fantallenatore approfittiamo della fine della stagione per vedere quali sono stati i migliori colpi di quest'annata, mentre tra sette giorni sarà il turno di coloro che hanno maggiormente deluso, almeno in termini di crediti. Portieri - La quotazione più cresciuta al Fantacalcio Vanja Milinkovic-Savic - Quotazione iniziale 4 - Quotazione finale 17 - Differenza +13 - Quando è arrivato a Napoli in molti hanno pensato che potesse essere solamente un'alternativa di lusso a Meret. Complice anche l'infortunio del portiere friulano, però, gigante serbo ha saputo conquistarsi la fiducia di Conte e i gradi da titolare. Alla solita sicurezza dei pali l'ex Torino ha poi aggiunto la specialità della casa: i rigori parati. Tre le prodezze sfoderate quest'anno di cui due consecutive a cavallo tra la settima e l'ottava giornata. Chi ad inizio anno lo ha acquistato come riserva di Meret si è trovato ben presto ad invertire le gerarchie, ma ancora meglio hanno fatto coloro che, pur senza sicurezze, lo hanno acquistato senza avere in rosa l'italiano. Difensori - Le quotazioni più cresciute al Fantacalcio Federico Dimarco - Quotazione iniziale 19 - Quotazione finale 30 - Differenza +11 - Le aspettative sull'esterno dell'Inter erano già alte prima dell'inizio della stagione, come dimostra ampiamente la sua quotazione iniziale, tuttavia nessuno si aspettava un rendimento così eccelso da parte sua. 35 partite a voto 7 gol e ben 17 assist: un'autentica manna dal cielo per il Fantacalcio e un fattore determinante nella cavalcata tricolore dell'Inter. Difficilmente si è visto un difensore così impattante, chi lo ha acquistato la scorsa estate si è portato a casa un difensore che, da solo, poteva spostare gli equilibri in qualsiasi lega di Fantacalcio. Marc Oliver Kempf - Quotazione iniziale 5 - Quotazione finale 16 - Differenza +11 - Per chi ci ha seguito durante l'arco della stagione non può essere una sorpresa che il tedesco si trovi in questa top undici. Nella difesa del Como ci sono stati pochi "titolarissimi", ma Kempf è riuscito comunque a mettere assieme ben 27 dal primo minuto, arrivando a 29 a voto in totale. Per lui sono state 4 le reti, mettendo la firma anche negli scontro diretti per la Champions con Milan e Juventus. Partito da una quotazione iniziale modesta, si è rivelato uno dei migliori fantAffari dell'intero reparto difensivo. Marco Palestra - Quotazione iniziale 3 - Quotazione finale 16 - Differenza +13 - C'erano davvero pochi dubbi su chi potesse essere il miglior fantAffare in difesa nella stagione appena conclusa. L'esterno di proprietà dell'Atalanta è arrivato al Cagliari a stagione già iniziata, esordendo subito alla seconda giornata senza più lasciare il campo. Alla fine sono state infatti 37 le partite a voto, con un grandissimo impatto sul gioco impostato da Pisacane. Più di una volta in stagione si è visto il Cagliari affidarsi alle sue sgroppate per cercare di uscire dalle situazioni più difficili e lui ha ripagato tutta questa fiducia con una rete e quattro assist, ma soprattutto con una grandissima abnegazione in entrambe le fasi di gioco. Centrocampisti - Le quotazioni più cresciute al Fantacalcio Ismael Koné - Quotazione iniziale 6 - Quotazione finale 17 - Differenza +11 - Nato ad Abidjan in Costa d'Avorio, naturalizzato canadese, ha fatto l'esordio in MLS prima di essere acquistato dal Watford, poi i passaggi all'Olympique Marsiglia e al Rennes, fino ad accasarsi al Sassuolo. A 24 anni Koné ha già vissuto mille vite, calcistiche e non, ora in Italia sembra aver trovato la sua dimensione e Sassuolo sembra essere per lui solo un trampolino di lancio. 35 partite a voto e 6 gol, chi ha puntato su di lui come scommessa nella scorsa estate può dire serenamente di averla vinta. Arthur Atta - Quotazione iniziale 6 - Quotazione finale 20 - Differenza +14 - Alla sua seconda stagione con la maglia dell'Udinese il classe 2003 ha iniziato finalmente a far vedere tutte le sue qualità. L'anno scorso aveva messo a referto 23 presenze a voto, senza mai timbrare il cartellino. Quest'anno aveva fatto intuire che l'aria era cambiata già nel primo turno preliminare di Coppa Italia segnando contro la Carrarese, in campionato ha poi confermato il suo buon feeling con il bonus chiudendo con 5 gol e 3 assist in 32 presenze. Il francese ha dimostrato di poter stare a questo livello e non ci stupiremmo se su di lui risuonassero fortissime le sirene del mercato. Martin Baturina - Quotazione iniziale 9 - Quotazione finale 24 - Differenza +15 - Al suo arrivo a Como si era molto parlato di lui, centrocampista estremamente talentuoso e decisamente prolifico. Il suo avvio di stagione però aveva ampiamente deluso tutti con pochissime presenze e la prima sufficienza arrivata addirittura solamente all'ottava giornata. Il primo segnale di ripresa è arrivato alla dodicesima con il gol al Torino, ma il vero switch è arrivato alla ventesima: gol del pareggio contro al Bologna in pieno recupero e una fiducia in sé stessa schizzata alle stelle. Dopo quel gol ne sono arrivati immediatamente altri due conditi da altrettanti assist; da possibile meteora a certezza al Fantacalcio e per il Como. Piotr Zielinski - Quotazione iniziale 4 - Quotazione finale 20 - Differenza +16 - Si dice spesso che la classe non ha età e la stagione del centrocampista polacco ne è uno dei più fulgidi esempi. Partito quasi come comparsa nella rosa a disposizione di Chivu, l'ex Napoli ha saputo conquistare sempre maggior fiducia e minutaggio, rispolverando quelle meravigliose qualità balistiche che già in passato avevano fatto gioire i tifosi di Brescia e Napoli. 6 gol e 2 assist per lui, secondo centrocampista dell'Inter per fantamedia alle spalle dell'altro grande vecchio Hakan Calhanoglu. Attaccanti - Le quotazioni più cresciute al Fantacalcio Ange-Yoan Bonny - Quotazione iniziale 5 - Quotazione finale 20 - Differenza +15 - In realtà sono due gli attaccanti che hanno chiuso il proprio campionato con una variazione positiva di quotazione di 15 crediti ed entrambi vestono la maglia dell'Inter. L'altro nerazzurro che ha visto lievitare così il suo valore è il giovane Esposito, ma in questa top 11 abbiamo inserito anzi l'ex Parma in quanto partito da una quotazione iniziale inferiore e quindi ancora più "affare" nel senso più ampio del termine. Partito come quarta scelta del reparto offensivo interista, l'attaccante ivoriano ha confermato questa sua posizione anche con i numeri visto che è quello con meno presenze, ma nelle sue 27 apparizioni sono stati ben nove i bonus messi a referto: 5 gol e 4 assist, con il momento più alto alla sesta giornata quando ha bucato una volta le mani di Silvestri e fornito tre assist nel poker rifilato dall'Inter alla Cremonese. Tasos Douvikas - Quotazione iniziale 8 - Quotazione finale 26 - Differenza +18 - Al momento della firma di Morata per il Como tutti pensavano che le possibilità di Douvikas di essere il titolare della squadra di Fabregas fossero pressoché nulle. Il greco però ha dimostrato di avere la grinta e la fame di gol giusti per ribaltare questi affrettatissimi giudizi, sfruttando anche il clamoroso flop del compagno spagnolo. Alla fine l'ex Celta ha totalizzato un bottino di ben 14 gol, risultando il miglior marcatore del campionato alle spalle del capitano dell'Inter Lautaro Martinez. Un rendimento clamoroso che ha fatto gioire tutti quei fantallenatori che lo avevano acquistato a prezzo di saldo la scorsa estate. Federico Bonazzoli - Quotazione iniziale 1 - Quotazione finale 22 - Differenza +21 - Chi l'avrebbe mai detto che il miglior affare della stagione potesse provenire da una squadra retrocessa? Eppure Federico Bonazzoli ha sovvertito anche questi pregiudizi. Da lui ci si aspettava una stagione da comprimario, chiuso dai titolari Vardy e Sanabria, oltre a portarsi dietro la nomea di un attaccante poco prolifico, visto che finora nella sua carriera era arrivato solamente una volta in doppia cifra in campionato, considerando anche le stagioni giocate in Serie B. Invece il grigiorosso ha saputo riscattarsi, battezzando subito positivamente la sua stagione con un gol alla prima giornata contro il Milan e chiudendola con 10 e 2 assist, facendo molto meglio di tanti altri attaccanti che la scorsa estate erano considerati "primi slot" come Leao o Kean. Difficilmente scenderà di nuovo di categoria, per quello vi suggeriamo di segnarvi il suo nome in vista della prossima stagione.
  • C
    DIMARCO 7.5

    DIMARCO

    FantAffari & FantAllenatore - Speciale top 11 della stagione

    28-05-2026 14:30

    Pochi giorni fa si è chiusa la stagione 2024/25 della Serie A e con essa ha chiuso i battenti anche l'ennesima stagione del nostro amato Fantacalcio, il momento è dunque propizio per stilare i bilanci. Il campionato si è concluso con la vittoria dell'Inter, i nerazzurri hanno dominato a lungo in vetta alla classifica e la certezza matematica è arrivata ben prima della trentottesima giornata. Alle spalle della formazione di Chivu si è piazzato il Napoli: nonostante la stagione ricca di infortuni Conte ha portato gli azzurri alla seconda piazza. A chiudere i piazzamenti Champions sono state, abbastanza inaspettatamente, Roma e Como; Milan e Juventus sono crollate nel finale e non hanno saputo rialzare la testa, a loro toccherà il compito di calcare i campi dell'Europa League, con l'Atalanta che invece rappresenterà il calcio italiano in Conference League. A salutare la Serie A sono state invece Pisa, Verona e Cremonese. Per quanto riguarda il Fantacalcio sono state tantissime le liete sorprese e molti i flop inattesi. Noi di FantAffari & Fantallenatore approfittiamo della fine della stagione per vedere quali sono stati i migliori colpi di quest'annata, mentre tra sette giorni sarà il turno di coloro che hanno maggiormente deluso, almeno in termini di crediti. Portieri - La quotazione più cresciuta al Fantacalcio Vanja Milinkovic-Savic - Quotazione iniziale 4 - Quotazione finale 17 - Differenza +13 - Quando è arrivato a Napoli in molti hanno pensato che potesse essere solamente un'alternativa di lusso a Meret. Complice anche l'infortunio del portiere friulano, però, gigante serbo ha saputo conquistarsi la fiducia di Conte e i gradi da titolare. Alla solita sicurezza dei pali l'ex Torino ha poi aggiunto la specialità della casa: i rigori parati. Tre le prodezze sfoderate quest'anno di cui due consecutive a cavallo tra la settima e l'ottava giornata. Chi ad inizio anno lo ha acquistato come riserva di Meret si è trovato ben presto ad invertire le gerarchie, ma ancora meglio hanno fatto coloro che, pur senza sicurezze, lo hanno acquistato senza avere in rosa l'italiano. Difensori - Le quotazioni più cresciute al Fantacalcio Federico Dimarco - Quotazione iniziale 19 - Quotazione finale 30 - Differenza +11 - Le aspettative sull'esterno dell'Inter erano già alte prima dell'inizio della stagione, come dimostra ampiamente la sua quotazione iniziale, tuttavia nessuno si aspettava un rendimento così eccelso da parte sua. 35 partite a voto 7 gol e ben 17 assist: un'autentica manna dal cielo per il Fantacalcio e un fattore determinante nella cavalcata tricolore dell'Inter. Difficilmente si è visto un difensore così impattante, chi lo ha acquistato la scorsa estate si è portato a casa un difensore che, da solo, poteva spostare gli equilibri in qualsiasi lega di Fantacalcio. Marc Oliver Kempf - Quotazione iniziale 5 - Quotazione finale 16 - Differenza +11 - Per chi ci ha seguito durante l'arco della stagione non può essere una sorpresa che il tedesco si trovi in questa top undici. Nella difesa del Como ci sono stati pochi "titolarissimi", ma Kempf è riuscito comunque a mettere assieme ben 27 dal primo minuto, arrivando a 29 a voto in totale. Per lui sono state 4 le reti, mettendo la firma anche negli scontro diretti per la Champions con Milan e Juventus. Partito da una quotazione iniziale modesta, si è rivelato uno dei migliori fantAffari dell'intero reparto difensivo. Marco Palestra - Quotazione iniziale 3 - Quotazione finale 16 - Differenza +13 - C'erano davvero pochi dubbi su chi potesse essere il miglior fantAffare in difesa nella stagione appena conclusa. L'esterno di proprietà dell'Atalanta è arrivato al Cagliari a stagione già iniziata, esordendo subito alla seconda giornata senza più lasciare il campo. Alla fine sono state infatti 37 le partite a voto, con un grandissimo impatto sul gioco impostato da Pisacane. Più di una volta in stagione si è visto il Cagliari affidarsi alle sue sgroppate per cercare di uscire dalle situazioni più difficili e lui ha ripagato tutta questa fiducia con una rete e quattro assist, ma soprattutto con una grandissima abnegazione in entrambe le fasi di gioco. Centrocampisti - Le quotazioni più cresciute al Fantacalcio Ismael Koné - Quotazione iniziale 6 - Quotazione finale 17 - Differenza +11 - Nato ad Abidjan in Costa d'Avorio, naturalizzato canadese, ha fatto l'esordio in MLS prima di essere acquistato dal Watford, poi i passaggi all'Olympique Marsiglia e al Rennes, fino ad accasarsi al Sassuolo. A 24 anni Koné ha già vissuto mille vite, calcistiche e non, ora in Italia sembra aver trovato la sua dimensione e Sassuolo sembra essere per lui solo un trampolino di lancio. 35 partite a voto e 6 gol, chi ha puntato su di lui come scommessa nella scorsa estate può dire serenamente di averla vinta. Arthur Atta - Quotazione iniziale 6 - Quotazione finale 20 - Differenza +14 - Alla sua seconda stagione con la maglia dell'Udinese il classe 2003 ha iniziato finalmente a far vedere tutte le sue qualità. L'anno scorso aveva messo a referto 23 presenze a voto, senza mai timbrare il cartellino. Quest'anno aveva fatto intuire che l'aria era cambiata già nel primo turno preliminare di Coppa Italia segnando contro la Carrarese, in campionato ha poi confermato il suo buon feeling con il bonus chiudendo con 5 gol e 3 assist in 32 presenze. Il francese ha dimostrato di poter stare a questo livello e non ci stupiremmo se su di lui risuonassero fortissime le sirene del mercato. Martin Baturina - Quotazione iniziale 9 - Quotazione finale 24 - Differenza +15 - Al suo arrivo a Como si era molto parlato di lui, centrocampista estremamente talentuoso e decisamente prolifico. Il suo avvio di stagione però aveva ampiamente deluso tutti con pochissime presenze e la prima sufficienza arrivata addirittura solamente all'ottava giornata. Il primo segnale di ripresa è arrivato alla dodicesima con il gol al Torino, ma il vero switch è arrivato alla ventesima: gol del pareggio contro al Bologna in pieno recupero e una fiducia in sé stessa schizzata alle stelle. Dopo quel gol ne sono arrivati immediatamente altri due conditi da altrettanti assist; da possibile meteora a certezza al Fantacalcio e per il Como. Piotr Zielinski - Quotazione iniziale 4 - Quotazione finale 20 - Differenza +16 - Si dice spesso che la classe non ha età e la stagione del centrocampista polacco ne è uno dei più fulgidi esempi. Partito quasi come comparsa nella rosa a disposizione di Chivu, l'ex Napoli ha saputo conquistare sempre maggior fiducia e minutaggio, rispolverando quelle meravigliose qualità balistiche che già in passato avevano fatto gioire i tifosi di Brescia e Napoli. 6 gol e 2 assist per lui, secondo centrocampista dell'Inter per fantamedia alle spalle dell'altro grande vecchio Hakan Calhanoglu. Attaccanti - Le quotazioni più cresciute al Fantacalcio Ange-Yoan Bonny - Quotazione iniziale 5 - Quotazione finale 20 - Differenza +15 - In realtà sono due gli attaccanti che hanno chiuso il proprio campionato con una variazione positiva di quotazione di 15 crediti ed entrambi vestono la maglia dell'Inter. L'altro nerazzurro che ha visto lievitare così il suo valore è il giovane Esposito, ma in questa top 11 abbiamo inserito anzi l'ex Parma in quanto partito da una quotazione iniziale inferiore e quindi ancora più "affare" nel senso più ampio del termine. Partito come quarta scelta del reparto offensivo interista, l'attaccante ivoriano ha confermato questa sua posizione anche con i numeri visto che è quello con meno presenze, ma nelle sue 27 apparizioni sono stati ben nove i bonus messi a referto: 5 gol e 4 assist, con il momento più alto alla sesta giornata quando ha bucato una volta le mani di Silvestri e fornito tre assist nel poker rifilato dall'Inter alla Cremonese. Tasos Douvikas - Quotazione iniziale 8 - Quotazione finale 26 - Differenza +18 - Al momento della firma di Morata per il Como tutti pensavano che le possibilità di Douvikas di essere il titolare della squadra di Fabregas fossero pressoché nulle. Il greco però ha dimostrato di avere la grinta e la fame di gol giusti per ribaltare questi affrettatissimi giudizi, sfruttando anche il clamoroso flop del compagno spagnolo. Alla fine l'ex Celta ha totalizzato un bottino di ben 14 gol, risultando il miglior marcatore del campionato alle spalle del capitano dell'Inter Lautaro Martinez. Un rendimento clamoroso che ha fatto gioire tutti quei fantallenatori che lo avevano acquistato a prezzo di saldo la scorsa estate. Federico Bonazzoli - Quotazione iniziale 1 - Quotazione finale 22 - Differenza +21 - Chi l'avrebbe mai detto che il miglior affare della stagione potesse provenire da una squadra retrocessa? Eppure Federico Bonazzoli ha sovvertito anche questi pregiudizi. Da lui ci si aspettava una stagione da comprimario, chiuso dai titolari Vardy e Sanabria, oltre a portarsi dietro la nomea di un attaccante poco prolifico, visto che finora nella sua carriera era arrivato solamente una volta in doppia cifra in campionato, considerando anche le stagioni giocate in Serie B. Invece il grigiorosso ha saputo riscattarsi, battezzando subito positivamente la sua stagione con un gol alla prima giornata contro il Milan e chiudendola con 10 e 2 assist, facendo molto meglio di tanti altri attaccanti che la scorsa estate erano considerati "primi slot" come Leao o Kean. Difficilmente scenderà di nuovo di categoria, per quello vi suggeriamo di segnarvi il suo nome in vista della prossima stagione.
  • P
    SILVESTRI 4.7

    SILVESTRI

    FantAffari & FantAllenatore - Speciale top 11 della stagione

    28-05-2026 14:30

    Pochi giorni fa si è chiusa la stagione 2024/25 della Serie A e con essa ha chiuso i battenti anche l'ennesima stagione del nostro amato Fantacalcio, il momento è dunque propizio per stilare i bilanci. Il campionato si è concluso con la vittoria dell'Inter, i nerazzurri hanno dominato a lungo in vetta alla classifica e la certezza matematica è arrivata ben prima della trentottesima giornata. Alle spalle della formazione di Chivu si è piazzato il Napoli: nonostante la stagione ricca di infortuni Conte ha portato gli azzurri alla seconda piazza. A chiudere i piazzamenti Champions sono state, abbastanza inaspettatamente, Roma e Como; Milan e Juventus sono crollate nel finale e non hanno saputo rialzare la testa, a loro toccherà il compito di calcare i campi dell'Europa League, con l'Atalanta che invece rappresenterà il calcio italiano in Conference League. A salutare la Serie A sono state invece Pisa, Verona e Cremonese. Per quanto riguarda il Fantacalcio sono state tantissime le liete sorprese e molti i flop inattesi. Noi di FantAffari & Fantallenatore approfittiamo della fine della stagione per vedere quali sono stati i migliori colpi di quest'annata, mentre tra sette giorni sarà il turno di coloro che hanno maggiormente deluso, almeno in termini di crediti. Portieri - La quotazione più cresciuta al Fantacalcio Vanja Milinkovic-Savic - Quotazione iniziale 4 - Quotazione finale 17 - Differenza +13 - Quando è arrivato a Napoli in molti hanno pensato che potesse essere solamente un'alternativa di lusso a Meret. Complice anche l'infortunio del portiere friulano, però, gigante serbo ha saputo conquistarsi la fiducia di Conte e i gradi da titolare. Alla solita sicurezza dei pali l'ex Torino ha poi aggiunto la specialità della casa: i rigori parati. Tre le prodezze sfoderate quest'anno di cui due consecutive a cavallo tra la settima e l'ottava giornata. Chi ad inizio anno lo ha acquistato come riserva di Meret si è trovato ben presto ad invertire le gerarchie, ma ancora meglio hanno fatto coloro che, pur senza sicurezze, lo hanno acquistato senza avere in rosa l'italiano. Difensori - Le quotazioni più cresciute al Fantacalcio Federico Dimarco - Quotazione iniziale 19 - Quotazione finale 30 - Differenza +11 - Le aspettative sull'esterno dell'Inter erano già alte prima dell'inizio della stagione, come dimostra ampiamente la sua quotazione iniziale, tuttavia nessuno si aspettava un rendimento così eccelso da parte sua. 35 partite a voto 7 gol e ben 17 assist: un'autentica manna dal cielo per il Fantacalcio e un fattore determinante nella cavalcata tricolore dell'Inter. Difficilmente si è visto un difensore così impattante, chi lo ha acquistato la scorsa estate si è portato a casa un difensore che, da solo, poteva spostare gli equilibri in qualsiasi lega di Fantacalcio. Marc Oliver Kempf - Quotazione iniziale 5 - Quotazione finale 16 - Differenza +11 - Per chi ci ha seguito durante l'arco della stagione non può essere una sorpresa che il tedesco si trovi in questa top undici. Nella difesa del Como ci sono stati pochi "titolarissimi", ma Kempf è riuscito comunque a mettere assieme ben 27 dal primo minuto, arrivando a 29 a voto in totale. Per lui sono state 4 le reti, mettendo la firma anche negli scontro diretti per la Champions con Milan e Juventus. Partito da una quotazione iniziale modesta, si è rivelato uno dei migliori fantAffari dell'intero reparto difensivo. Marco Palestra - Quotazione iniziale 3 - Quotazione finale 16 - Differenza +13 - C'erano davvero pochi dubbi su chi potesse essere il miglior fantAffare in difesa nella stagione appena conclusa. L'esterno di proprietà dell'Atalanta è arrivato al Cagliari a stagione già iniziata, esordendo subito alla seconda giornata senza più lasciare il campo. Alla fine sono state infatti 37 le partite a voto, con un grandissimo impatto sul gioco impostato da Pisacane. Più di una volta in stagione si è visto il Cagliari affidarsi alle sue sgroppate per cercare di uscire dalle situazioni più difficili e lui ha ripagato tutta questa fiducia con una rete e quattro assist, ma soprattutto con una grandissima abnegazione in entrambe le fasi di gioco. Centrocampisti - Le quotazioni più cresciute al Fantacalcio Ismael Koné - Quotazione iniziale 6 - Quotazione finale 17 - Differenza +11 - Nato ad Abidjan in Costa d'Avorio, naturalizzato canadese, ha fatto l'esordio in MLS prima di essere acquistato dal Watford, poi i passaggi all'Olympique Marsiglia e al Rennes, fino ad accasarsi al Sassuolo. A 24 anni Koné ha già vissuto mille vite, calcistiche e non, ora in Italia sembra aver trovato la sua dimensione e Sassuolo sembra essere per lui solo un trampolino di lancio. 35 partite a voto e 6 gol, chi ha puntato su di lui come scommessa nella scorsa estate può dire serenamente di averla vinta. Arthur Atta - Quotazione iniziale 6 - Quotazione finale 20 - Differenza +14 - Alla sua seconda stagione con la maglia dell'Udinese il classe 2003 ha iniziato finalmente a far vedere tutte le sue qualità. L'anno scorso aveva messo a referto 23 presenze a voto, senza mai timbrare il cartellino. Quest'anno aveva fatto intuire che l'aria era cambiata già nel primo turno preliminare di Coppa Italia segnando contro la Carrarese, in campionato ha poi confermato il suo buon feeling con il bonus chiudendo con 5 gol e 3 assist in 32 presenze. Il francese ha dimostrato di poter stare a questo livello e non ci stupiremmo se su di lui risuonassero fortissime le sirene del mercato. Martin Baturina - Quotazione iniziale 9 - Quotazione finale 24 - Differenza +15 - Al suo arrivo a Como si era molto parlato di lui, centrocampista estremamente talentuoso e decisamente prolifico. Il suo avvio di stagione però aveva ampiamente deluso tutti con pochissime presenze e la prima sufficienza arrivata addirittura solamente all'ottava giornata. Il primo segnale di ripresa è arrivato alla dodicesima con il gol al Torino, ma il vero switch è arrivato alla ventesima: gol del pareggio contro al Bologna in pieno recupero e una fiducia in sé stessa schizzata alle stelle. Dopo quel gol ne sono arrivati immediatamente altri due conditi da altrettanti assist; da possibile meteora a certezza al Fantacalcio e per il Como. Piotr Zielinski - Quotazione iniziale 4 - Quotazione finale 20 - Differenza +16 - Si dice spesso che la classe non ha età e la stagione del centrocampista polacco ne è uno dei più fulgidi esempi. Partito quasi come comparsa nella rosa a disposizione di Chivu, l'ex Napoli ha saputo conquistare sempre maggior fiducia e minutaggio, rispolverando quelle meravigliose qualità balistiche che già in passato avevano fatto gioire i tifosi di Brescia e Napoli. 6 gol e 2 assist per lui, secondo centrocampista dell'Inter per fantamedia alle spalle dell'altro grande vecchio Hakan Calhanoglu. Attaccanti - Le quotazioni più cresciute al Fantacalcio Ange-Yoan Bonny - Quotazione iniziale 5 - Quotazione finale 20 - Differenza +15 - In realtà sono due gli attaccanti che hanno chiuso il proprio campionato con una variazione positiva di quotazione di 15 crediti ed entrambi vestono la maglia dell'Inter. L'altro nerazzurro che ha visto lievitare così il suo valore è il giovane Esposito, ma in questa top 11 abbiamo inserito anzi l'ex Parma in quanto partito da una quotazione iniziale inferiore e quindi ancora più "affare" nel senso più ampio del termine. Partito come quarta scelta del reparto offensivo interista, l'attaccante ivoriano ha confermato questa sua posizione anche con i numeri visto che è quello con meno presenze, ma nelle sue 27 apparizioni sono stati ben nove i bonus messi a referto: 5 gol e 4 assist, con il momento più alto alla sesta giornata quando ha bucato una volta le mani di Silvestri e fornito tre assist nel poker rifilato dall'Inter alla Cremonese. Tasos Douvikas - Quotazione iniziale 8 - Quotazione finale 26 - Differenza +18 - Al momento della firma di Morata per il Como tutti pensavano che le possibilità di Douvikas di essere il titolare della squadra di Fabregas fossero pressoché nulle. Il greco però ha dimostrato di avere la grinta e la fame di gol giusti per ribaltare questi affrettatissimi giudizi, sfruttando anche il clamoroso flop del compagno spagnolo. Alla fine l'ex Celta ha totalizzato un bottino di ben 14 gol, risultando il miglior marcatore del campionato alle spalle del capitano dell'Inter Lautaro Martinez. Un rendimento clamoroso che ha fatto gioire tutti quei fantallenatori che lo avevano acquistato a prezzo di saldo la scorsa estate. Federico Bonazzoli - Quotazione iniziale 1 - Quotazione finale 22 - Differenza +21 - Chi l'avrebbe mai detto che il miglior affare della stagione potesse provenire da una squadra retrocessa? Eppure Federico Bonazzoli ha sovvertito anche questi pregiudizi. Da lui ci si aspettava una stagione da comprimario, chiuso dai titolari Vardy e Sanabria, oltre a portarsi dietro la nomea di un attaccante poco prolifico, visto che finora nella sua carriera era arrivato solamente una volta in doppia cifra in campionato, considerando anche le stagioni giocate in Serie B. Invece il grigiorosso ha saputo riscattarsi, battezzando subito positivamente la sua stagione con un gol alla prima giornata contro il Milan e chiudendola con 10 e 2 assist, facendo molto meglio di tanti altri attaccanti che la scorsa estate erano considerati "primi slot" come Leao o Kean. Difficilmente scenderà di nuovo di categoria, per quello vi suggeriamo di segnarvi il suo nome in vista della prossima stagione.